Serpelloni, imprenditore del dialogo Lascia in eredità la visione del cambiamento e dell'aggregazione, Il sogno e la strategia della rigenerazione urbana di Verona

Si sono svolti nel Duomo di Villafranca i funerali di Fortunato Serpelloni, l’imprenditore deceduto domenica scorsa. Punto di riferimento per imprenditori, professionisti e amministratori locali se n’è andato per malattia a 64 anni, restando, per quanto possibile, alla guida di Ance e dell’azienda di famiglia, la Serpelloni SpA, che quest’anno celebra 60 anni di militanza associativa. Già al vertice di Aiv Villafranca, è stato al timone di Ance dal 2012, poi riconfermato nel 2015, segnando una fase di forte cambiamento e rinnovamento. Nominato presidente di Ance Verona in un momento di grande difficoltà per il settore, caratterizzato da drastici tagli agli investimenti destinati al comparto e da una depressione che ha spazzato via numerose realtà produttive, Serpelloni aveva compreso che la risposta alla crisi era nell’aggregazione, contro individualismo e diffidenza, e che per giungere a un cambiamento profondo si doveva partire dal coinvolgimento, dall’unione e dall’alleanza tra imprese e professionisti. “La partnership porta con sé l’energia del cambiamento”, amava ricordare. Egli preferiva l’incontro allo scontro. Guidato da un grande senso della comunità e della collaborazione, Serpelloni ha dato vita a una visione d’impresa diversa, basata sul dialogo e su nuove competenze come la condivisione di obiettivi comuni orientati allo sviluppo. Nel suo ultimo discorso al settantennale di Ance, ricordava: “Le nostre imprese dovranno compiere un salto di qualità, crescere la propria competitività con la conoscenza e la capacità di creare reti trasversali con la propria filiera e con il tessuto economico della città, per sviluppare progetti di business innovativi e ad alto valore, basati sulla sostenibilità, l’innovazione organizzativa e digitale del processo costruttivo, la costituzione di reti d’impresa e l’introduzione di servizi basati su un nuovo modo di utilizzare l’immobile sempre più informatizzato ed in grado di comunicare con la persona”.