Almeno un’altra settimana. Il PD veronese ha bisogno di altri sette giorni per mettere fine alla querelle sul segretario cittadino che, avendo in Franco Bonfante (area Schlein) il segretario provinciale, spetta alla minoranza dell’area Bonaccini. I giochi per l’elezione del sostituto di Alessia Rotta che ha lasciato l’incarico circa un anno fa nel momento dell’ingresso nella Giunta Tommasi vanno avanti da diversi mesi. Nell’area Bonaccini, infatti l’accordo per portare alla segreteria Diego Zardini e’ saltato per la mancata elezione di Alessio Albertini (giovane sindaco di Belfiore,) al Consiglio regionale, elezione che sarebbe dovuta avvenire proprio grazie all’appoggio del gruppo Zardini-Di Rienzo e in alternativa a quella di AnnaMaria Bigon. Non a caso, la nomina sarebbe dovuta avvenire proprio prima delle elezioni venete, cosi’ da mettere al riparo l’accordo da ogni evenienza; ma era arrivato lo stop con la raccolta del 60% delle firme dei delegati all’assemblea cittadina per rimandare il processo di nomina e concentrarsi maggiormente sulla campagna elettorale. Chiusa quella partita, resta pero’ aperto il nodo cittadino. L’area Bonaccini sollecita di vedersi confermata la segreteria, ma la candidatura iniziale di Diego Zardini e’ stata affiancata quella di Marco Muratore, segretario PD dell’ottava circoscrizione, dell’area Rotta. Davanti all’impasse la maggioranza Schlein ha chiesto alla minoranza di avanzare a questo punto una terna di nomi, fra i quali una donna, sui quali decidere insieme il nuovo leader cittadino. Ma nemmeno questo ha rischiarato definitivamente il cielo: e’ emerso infatti che la stessa assemblea cittadina non e’ al momento a prova di regolamento. E’ cresciuta da 40 a 50 membri, ma manca il via libera ufficiale della Commissione di garanzia del partito il cui presidente e’ pero’ fuori combattimento per malattia. Per altri sette giorni, appunto, incrociando le dita.



