Urne e moschetto. Storia di una gastrite annunciata. Valdegamberi e Centrodestra: le divisioni su Ucraina e Olimpiadi non sono superficiali

Lo scontro fra Forza Italia e Stefano Valdegamberi sulla questione Ucraina/Russia/Olimpiadi non andrebbe derubricato alle solite fanfaronate della politica nostrana che pur di apparire le spara piu’ grosse che puo’. Quello che sta sotto al diverbio infatti – riguarda la qualita’ della democrazia in Italia e la base valoriale del centrodestra di casa nostra. Riepilogo semplificando le posizioni: Stefano Valdegamberi e’ da sempre un politico pro-Russia e da prima dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’Armata Rossa ha sostenuto le regioni di Mosca sulla Crimea e sul Donbass. Magari facendo finta di non sapere che fu la vecchia Urss a fissare quei confini e che un trattato internazionale metteva al riparo Kiev in cambio della rinuncia al suo arsenale nucleare. Ad ogni buon conto, sono posizioni legittime la cui libera espressione la nostra Costituzione tutela (al contrario di quanto accade nell’Arcadia moscovita). Valdegamberi non e’ solo: con lui ex-comunisti, ex-fascisti, ex militari di carriera, ex politici e tanti altri. Non sono posizioni ininfluenti, anzi. Non a caso la spesa pro-capite italiana per aiuti militari al popolo ucraino sotto attacco e’ fra le piu’ basse in Europa: appena 28 euro contro i 206 tedeschi e i 1526 danesi… 28 euro, una pizza e poco piu’. Dall’altra parte Forza Italia veronese e veneta stanno invece col governo Italiano e col suo ministro degli Esteri, il forzista Antonio Tajani, gia’ commissario europeo e gia’ presidente del Parlamento Europeo (altra istituzione che, guarda caso, non piace molto dalle parti di Valdegamberi e partner). Governo italiano, Unione europea e Nato stanno su posizioni opposte a quelle rosso-brune pro-Putin che non sono un fenomeno soltanto italiano, ma pure sono presenti in altri Paesi (come l’Ungheria e la Slovacchia che pare abbiano dimenticato il rumore dei cingoli sovietici che pure sono passati dalle loro parti nel 1956 e nel 1968). Vabbe’, non si e’ obbligati ad avere memoria anche se stride portare fiori alla lapide di Norma Cossetto e contemporaneamente sostenere gli eredi politici dei suoi assassini. Resta pero’ il dato politico che piu’ ci riguarda. Il centrodestra su un tema etico cosi’ importante – stare o non stare con la democrazia – e’ diviso. Al suo interno ci sono due anime inconciliabili fra loro e l’anima che al momento sostiene l’aggressore rischia di essere l’ago della bilancia alle prossime elezioni. E, per venire a Verona, quest’area dovra’ trovare un accordo col resto della coalizione gia’ nel prossimo anno. Non solo: in questo periodo, la Lega dovra’ decidere se tenere o meno Valdegamberi dentro o «regalarlo» a Vannacci mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia dovranno accettare obtorto collo questi alleati purche’ non parlino di argomenti divisivi. Una potente gastrite si preannuncia nel Centrodestra anche perche’ la campagna anti-Kiev serve ai rosso-bruni per mantenere i propri voti. Valdegamberi dal 2020 al 2025 ha perso il 28% circa delle sue preferenze in provincia di Verona – da 11.422 a 8.268 e il 45% nel capoluogo da 2.276 a 1.248 -. Cosa di meglio di diciotto mesi di passaggi stampa gratis per recuperare terreno?

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