“Immorali cambi di casacca” Il sindaco di Bosco Chiesanuova e coordinatore provinciale di Forza Italia: “Chi oggi è in Municipio sfrutta soltanto il nostro nome: non rappresenta il partito”. “Noi all’opposizione di Sboarina”. “Bozza? Ci servivano voti”. “Brugnaro? Magari prende il 2%...”

Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova e coordinatore provinciale di Forza Italia, ci tiene subito a mettere le cose in chiaro: “Forza Italia è solo una a Verona: non ce ne sono due. Forza Italia è rappresentata dal sottoscritto, la linea è questa, lo hanno sottolineato i vertici regionali e nazionali. Chi siede in Comune ha solo il nome del partito, perché ha depositato il simbolo, ma questa è tutta un’altra storia. È soltanto una questione tecnica”. E poi giù bordate, pur mantenendo un certo aplomb, contro chi “ha cambiato casacca” in Consiglio Comunale, una girandola record che Melotti definisce “immorale”.

VR2022-DOMANDE-RISPOSTE

L’intervista integrale, realizzata da “Vr2022-Domande-Risposte”, è pubblicata sulla pagina Facebook della Cronaca di Verona. Melotti spiega il perché si è venuta a creare tale dicotomia e affronta il “caso Alberto Bozza”, il consigliere to­siano eletto nella lista di Forza Italia in Consiglio regionale, che fa politica contro il centrodestra a Verona e a sostegno del centrodestra a Venezia: “Servivano voti, in ogni caso da qui alle prossime elezioni dovremo chiarire”. Il sindaco di Bosco la­menta d’essere stato escluso da Sboarina dalle scelte strategiche e rivendica il ruolo degli azzurri.

BRUGNARO, TOTI E…
RENZI

Affronta il tema Luigi Brugnaro, il sindaco di Venezia che assieme al governatore ligure Giovanni Toti ha creato il movimento “Coraggio Italia” (“Magari fa la fine di Italia Viva, vedremo tra qualche mese…”) e guarda ai progetti del futuro per il comune montano: “Alcuni li abbiamo già approvati. Ci sarebbe da parlarne per un giorno intero, abbiamo un sacco di iniziative in cantiere…”. Sono tanti, i progetti, e li elenca nel corso della videointervista. Un tempo Boscochiesanuova era una sorta di Cortina d’Ampezzo dei veronesi. Melotti vorrebbe riportarla ai fasti d’un tempo.