BPVI PRONTE ALTRE GRANE Cattolica Assicurazioni si prepara a ingrossare le fila dei soci che stanno facendo causa alla Popolare dove ha registrato una svalutazione di 54 milioni. Prima di Atlante deteneva lo 0,89%

Nuove grane in vista per BpVi. Cattolica Assicurazioni, come scrive Il Gazzettino,  si prepara a ingrossare le fila dei soci che stanno facendo causa alla Popolare di Vicen­za e mette nel mirino il prospetto dell’aumento di capitale del 2014, anno in cui la banca ha raccolto circa 1 miliardo di euro che, secondo i desiderata dell’allora presidente, Gianni Zonin, sarebbe dovuto servire a finanziare l’acquisto di Banca Etruria e Veneto Banca. Cattolica, si legge nel progetto di bilancio, «ha deciso di verificare eventuali presupposti e condizioni per l’eventuale tutela delle proprie ragioni quale investitore in BpVi, con particolare riferimento all’operazione di aumento di capitale della stessa banca della primavera 2014 e al contenuto del relativo prospetto». Il parere chiesto ai consulenti legali ha evidenziato «la teorica sussistenza di dette ragioni risarcitorie» ma anche «l’opportunità di attendere, per l’avvio delle relative azioni, l’esito degli accertamenti e dei procedimenti sanzionatori nei confronti di ex esponenti di BpVi avviati dalla Consob sulla stessa materia». Catto­lica, prima dell’intervento del fondo Atlante, deteneva una quota dello 0,89% nel capitale di Popolare di Vicenza, su cui negli ultimi due anni ha registrato svalutazioni per complessivi 54 milioni di euro. Lo scorso anno la compagnia ha deciso di recedere dagli accordi di bancassicurazione con Bpvi, che dovrà farsi carico di riacquistare le quote nelle società comuni se, come appare probabile, Catto­lica eserciterà l’opzione put (vendita dei titoli) nei confronti della Popolare di Vicen­za entro il termine del prossimo 10 maggio. Si è conclusa intanto  l’Offerta pubblica di transazione agli azionisti BPVi con una significativa adesione: 66.712 azionisti (su circa 94.000) hanno aderito all’offerta (71,9% del totale) con una percentuale di azioni pari al 68,7% di quelle incluse nel perimetro dell’offerta. Sempre aspettando la fusione.