Facciamo cinquina: Chievo, perchè no? Aglietti lancia la sfida a Tesser, con l'idea di allungare la striscia positiva (4 vittorie) "Ci proviamo, senza pensare di aver capito tutto. Se restiamo umili, ce la giochiamo"

“Ci proviamo”. L’han detto tutti, in settimana. “Dobbiamo provarci”. Perchè momenti come questi non capitano spesso e proprio per questo “dobbiamo sfruttarli”. Il Chievo ci prova, sfidando il Pordenone di Tesser, che quest’anno sembra meno pimpante di un anno fa, nonostante bomber Diaw, strappato al Cittadella a suon di milioni.

LA CURA AGLIETTI.
Funziona, eccome se funziona. Aglietti non è un mago, ma un allenatore di buon senso. Niente strane alchimie, ma scelte logiche. Niente dogmi, ma un’occhiata alla realtà. Dal 4-3-3 è passato al 4-4-2, “perchè ti devi sempre adattare agli uomini che hai a disposizione”, come dicono gli allenatori intelligenti. Il resto lo fa col dialogo, senza pretendere mai cose fuori dall’ordinario. Il segreto, in fondo, è proprio questo.

NON SOLO GARRITANO.
Già, non c’è solo lui, in questo Chievo che vola. C’è anche Djordjevic, tornato al gol e all’altezza delle attese. E poi Fabbro, Palmiero, Viviani, Leverbe. E’ un Chievo che ha voltato pagina e sembra averlo fatto nel modo migliore, “senza illuderci di avere capito tutto”. L’esplosione di Garritano, mai decisivo come oggi, è la carta in più, che Aglietti si ritrova nel mazzoe che, finora, è stata decisiva.

PORDENONE E LA SOSTA.
“Chiudiamo bene questo momento e poi pensiamo alla sosta, per ricaricare le pile” dice Aglietti. Il Chievo ci tiene ad allungare la striscia positiva e ha tutte le carte in regola per farlo. Anche se il Pordenone non va preso sottogamba, nonostante un avvio inferiore alle attese. “Restiamo umili, non abbiamo ancora fatto niente” dicono tutti. Già, la strada è ancora lunga, il campionato è appena all’inizio. Però, certe stagioni le vedi da come cominciano. E i segnali fanno pensare che la burrasca sia finita…