L’intervista al coordinatore di Forza Italia. Regionali, fratelli e coltelli Il Centrodestra discute per le poltrone dei governatori, ma Tosi avverte: “La vera trattativa solo dopo le Europee”. FdI vorrebbe De Carlo al posto di Zaia, ma ci sono anche altri nomi. “L’Europa? Io preferisco la Regione”. “Tommasi è troppo lento”.

FLAVIO TOSI POLITICO

“Il Veneto a Fratelli d’Italia? Mi pare un po’ presto parlarne, prima aspettiamo i risultati delle Europee, poi si potrà intavolare una trattativa che riguarderà nel 2025 ben 9 Regioni. Voler fare adesso una discussione che comprenda le quattro Regioni dove si va votare quest’anno più le altre 9 mi sembra francamente prematuro”.
Mette le mani avanti con il consueto realismo l’ex sindaco Flavio Tosi, parlamentare di Forza Italia, partito per il quale è anche coordinatore regionale e sta facendo campagna acquisti soprattutto nella Lega per le elezioni europee. Il quadro nazionale del centrodestra è in fibrillazione, con lo scontro tra Salvini, Tajani e Meloni sul candidato per la Sardegna e a questo si aggiunge anche il nodo delle candidature deI big del Governo. Tajani da Forza Italia ha detto: o si candidano tutti o nessuno; Salvini ha rotto gli indugi dicendo che lui non si mette in corsa per l’Europa e a questo punto il cerino resta in mano a Giorgia Meloni: che farà? Si candiderà in tutte le cinque Circoscrizioni per portare Fratelli d’Italia a stravincere mettendo in crisi la coalizione per eccessivo squilibrio tra alleati? Lascerà gli impegni da premier per dedicarsi alla campagna elettorale mentre Salvini e Tajani, i suoi vice, presidieranno Palazzo Chigi in sua assenza?
Tosi, che farà la Meloni?
“Secondo me adesso che Salvini ha ufficializzato che non intende candidarsi alle Europee, e neppure Tajani si candida, non si metterà in lista nemmeno la Meloni. Resterà a Palazzo Chigi evitando di scendere in campagna elettorale. Del resto se i tre leader dei partiti che sono anche leader del Governo trascurassero per la campagna elettorale il loro impegno nelle istituzioni, sarebbe un bene per il Paese”.

“Io in Regione? La conosco molto bene”
“Se correrò per l’Europa sarà per spirito di servizio. Preferirei un ruolo più territoriale”

Torniamo alle Regionali: Fratelli d’Italia vuole la poltrona del Veneto, visto che Zaia non sarà più eleggibile e il terzo mandato non si vede. Circola il nome di De Carlo, presidente della commissione Agricoltura di Palazzo Madama, gradito a Meloni, ma potrebbe essere un nome di facciata, i veri cavalli da lanciare per il Veneto potrebbero essere o Speranzon o il ministro Urso. Ma la Lega e Forza Italia non si faranno scavalcare tanto facilmente.
Tosi, pensa che il Veneto andrà davvero a Fratelli d’Italia?
“Non mi pare credibile aprire una trattativa adesso partendo dalla Sardegna per le 9 Regioni che andranno al voto nel 2025. Ci sono le elezioni europee di mezzo che saranno il vero tagliando per tutte le forze politiche incampo. Aspettiamo…”.
L’obiettivo di Forza Italia alle Europee è quello di scavalcare la Lega?
“Noi vorremmo andare in doppia cifra nel Veneto e nel collegio Nordest. Vedremo però chi sarà il capolista della Lega: potrebbe essere lo stesso Zaia, sarebbe una scelta ragionevole visto che l’ipotesi di un nuovo mandato mi pare assai improbabile e con la sua candidatura aiuterebbe molto la Lega in questo momento”.
E quindi Tosi tornerà a scontrarsi con Zaia perché lei si candida alle Europee, no?
“Forza Italia mi ha chiesto la disponibilità. La mia sarebbe una candidatura di servizio, per aiutare il partito, perché per adesso cerco di far bene il parlamentare e se posso essere più presente con un ruolo più territoriale lo preferirei”.
Quindi vuol dire che lei in Europa non andrebbe e punta alla Regione l’anno dopo?
“Un ruolo più territoriale vuol solo dire che deciderà Forza Italia dove posso essere più utile. Se fosse la Regione, non nascondo che immodestamente è una realtà che conosco molto bene”.
Tosi insomma punta alla presidenza del Veneto, del resto già una volta è stato eletto in Europa ma preferì rimanere sindaco di Verona. Il primo dei non eletti fu Lorenzo Fontana.
Alle Europee rischia di trovarsi di fronte anche il generale Vannacci nella Lega? La preoccupa?
“Direi di no. Vannacci è voluto da Salvini, ha visioni compatibili con il pensiero della Lega, ma per l’elettorato di Forza Italia il generale non è una figura molto attrattiva. A noi fastidi non ne darà, per il resto non metto becco in casa d’altri”.

“FdI entrerà nel governo della Ue”

Ma tutti gli inciampi di Fratelli d’Italia, dai saluti fascisti al deputato Pistolero Pozzolo, il treno di Lollobrigida, il caso Delmastro-Rampelli, le vicende di La Russa junior e il caso Giambruno porteranno vantaggi a Forza Italia?
“Il consenso di Giorgia Meloni è così alto che copre tutto, è una medicina per Fratelli d’Italia; il suo consenso personale non viene intaccato. Per ora. Lei sta lavorando davvero bene. Il vero problema è la crisi economica, perché se perdura diventa un problema serio e la gente per la crisi dà sempre la colpa al governo, di qualunque colore esso sia”.
E perché allora gli elettori dovrebbero puntare su Forza Italia?
“Perché in una logica di vero voto europeo e non solo italiano, Forza Italia è l’unico partito in maggioranza, perché fa parte del Ppe. In Europa si va avanti così: conti solo se sei una forza di governo. E la Meloni, che è intelligente, porterà Fratelli d’Italia nella maggioranza di governo europeo; la Lega invece no, resterà fuori. E chi resta fuori in Ue non tocca palla”.
Onorevole Tosi, veniamo alle partite di Verona 2024. In primo luogo, il rinnovo di Cariverona…
“Ci sono nomi autorevoli in campo per la successione del presidente Mazzucco. Bisogna capire se il suo successore sarà votato dal vecchio Consiglio generale o dal nuovo”.
La scelta resterà in ambito sanitario universitario secondo lei?
“Dipende molto appunto da quale Consiglio voterà, perché questo può spostare gli equilibri”.
Il 2024 sarà anche l’anno di una stagione areniana condizionata dai lavori all’anfiteatro per le Olimpiadi del 2016…
“I lavori sono sacrosanti e vanno fatti per l’Arena. Ma devono essere veloci. Invece l’amministrazione Tommasi si è mossa finora con molta lentezza e poca competenza. Avrebbe tante opportunità con i fondi del Pnrr ma l’amministrazione è terribilmente lenta. E deve capire che chi governa la città si deve rapportare con la Regione e con il Governo nazionale, al di là dei colori politici”.
L’opposizione però non è che stia attaccando molto questa Giunta…
“Ma come fai a fare opposizione a un sindaco che non sta facendo nulla? Finora ha portato avanti cose preparate dai predecessori. E si sta facendo tanto male da solo, dalla Stella al Traforo. Ma ahimè resterà lì fino alla fine”.

Maurizio Battista