Capitale Nordest per “formare i formatori” “Il dialogo tra mondo accademico, giovani laureati e imprese non è sempre agevole”

“La classe dirigente ricercata dalle aziende esce dalle università e l’Esu di Verona ha avuto l’intuizione di pensare al diritto allo studio in modo del tutto innovativo: non solo diritto in quanto tale, con contributi e servizi che pur vengono dati, ma fornendo a giovani e imprese un’ulteriore prestazione, finalizzata ad avvicinare chi cerca occupazione con chi l’occupazione la offre, utilizzando l’apporto di intermediari e soprattutto puntando a un aspetto essenziale: la velocità”. Lo ha detto l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della Regione del Veneto, Elena Donazzan intervenendo alla prima edizione di “Capitale NordEst”, evento promosso da 4job, l’ufficio placement dell’ESU di Verona, e realizzata in collaborazione dalla stessa Regione, dalla Fondazione Studi Universitari di Vicenza, da Veneto Lavoro e Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Vicenza, con il coordinamento scientifico della Fondazione Emblema, promotrice della Borsa del ‘placement’. Obiettivo dell’iniziativa, che si è svolta a Vicenza, nel complesso universitario di viale Margherita, è “formare i formatori” che operano nei centri per l’impiego, nelle scuole e università che orientano e accompagnano i giovani nella transizione tra studio e lavoro, alla ricerca di un’occupazione. “Capitale NordEst – ha aggiunto l’assessore – ha lo scopo di soddisfare una duplice esigenza: da un lato, valorizzare al meglio la necessità delle imprese di rinnovare il capitale umano, in un Veneto dinamico che vanta nel proprio territorio delle vere eccellenze; dall’altro, fare in modo che il luogo dove si forma la classe dirigente di una nazione, ovvero l’università, non disperda valore. Spesso, infatti, il dialogo tra mondo accademico, giovani laureati e imprese non è agevole: per questo l’iniziativa voluta dall’Esu di Verona si pone l’obiettivo di trovare soluzioni innovative”. Nella sessione odierna è stato evidenziato come le caratteristiche personali e le capacità individuali dei giovani nel processo di selezione superino di gran lunga l’importanza delle competenze tecniche. Importanti anche i dati emersi sul fronte del curriculum vitae: il 58,7% del campione di aziende considera il formato europeo poco o per niente importante mentre le attività lavorative occasionali contano tanto quanto l’esperienza all’estero e sempre più centrali sono le attività extra lavorative, l’autonomia e la versatilità. Fondamentale anche il corretto uso dei social: l’85% degli intervistati dichiara di rivedere (in negativo) il giudizio sul candidato 6 volte su 10 dopo aver consultato il profilo sui social media. Dal canto suo, Francesca Zivelonghi, commissario straordinario ESU Verona, ha ricordato che l’ente “è impegnato dal maggio scorso nello sviluppo del primo ufficio di placement in Italia all’interno di un ente per il diritto allo studio. Dopo aver realizzato tante iniziative per laureandi e laureati ed aver costruito una rete inedita con tutti gli attori del territorio, con Capitale NordEst vogliamo creare un momento inedito di approfondimento per quanti sono impegnati quotidianamente nel supportare i giovani nel difficile passaggio dallo studio al lavoro”.