I miei primi 100 giorni Era il 26 giugno, quando il ballottaggio premiò Tommasi, eletto sindaco di Verona. Ripercorriamo i primi 100 giorni della nuova Amministrazione, chiamata ora ad affrontare i temi più “caldi”

Tema, “i miei primi 100 giorni”. Traguardo sempre molto atteso, anche se, in realtà, i primi 100 giorni di qualsiasi amministrazione sono, per forza di cose, soprattutto giorni di studio. Com’è stato per l’Amministrazione di Damiano Tommasi.
LA STOCCATA. Proprio nei giorni scorsi, in realtà, dall’ex sindaco Federico Sboarina è arrivata una frecciatina “velenosa”, su questi primi 100 giorni. “Inerzia” è stato il termine che Sboarina ha usato per Tommasi, alludendo soprattutto a due temi, “Euro 4” e “plateatici”. “Per ora si è distinto soprattutto per l’inerzia” ha detto Sboarina, che in questa prima fase ha assunto (per forza) il ruolo di primo oppositore.
EQUILIBRI DA DEFINIRE. Altro aspetto molto importante, in Consiglio Comunale. La svolta-Tommasi, la vittoria del Centrosinistra, ha in realtà cambito ogni equilibrio. Prima, era tutto chiaro: Pd alla guida dell’opposizione, con Traguardi a ruota, Tosi e Bozza in perenne posizione di “sparo”. Oggi, i ruoli non sono ancora definiti. O meglio, sono in via di definizione. Di Sboarina s’è detto. Tosi, che è comunque dall’altra parte della barricata (ma non con Sboarina) non si è ancora espresso. Per ora, il neoparlamentare di Forza Italia, ha tenuto profilo basso. Suggerimenti, più che critiche. Osservazioni stimolanti, più che frecciate. Abbastanza defilata, per ora, anche la posizione della Lega, che deve probabilmente ritrovare un assetto stabile, dopo un risultato evidentemente inferiore alle attese. Dal Carroccio, in questi 100 giorni, poche osservazioni sull’operato della Giunta.
CHI GUIDA IL CARRO DEGLI AVVERSARI? A prima vista può non sembrare un problema, ma in realtà lo diventa. Prima, con Sboarina sindaco, era Bertucco a tirare le fila. Oggi, manca il “capo” dell’opposizione. Sboarina lo sarebbe, ma gli manca l’ok di Tosi e quindi l’opposizione rischia di essere spaccata, di non essere compatta, come in effetti è (quasi) sempre stata. Anche questo, probabilmente, ha reso decisamente meno problematici, questi primo 100 giorni di Damiano Tommasi.
CALMA APPARENTE. Cento giorni di calma apparente, favoriti, anche, dall’estate, dal clima di vacanze, dalla necessità di tirare il fiato dopo una campagna elettorale molto accesa. E le stesse elezioni politiche, hanno finito per spostare il tiro su argomenti nazionali rispetto alle esigenze di Verona.
Che, ovviamente, non sono state accantonate e che torneranno presto in prima pagina. Il filobus, il traforo, l’Arsenale, lo stadio, il caro-bollette, la viabilità, il Central Park, la Tav, chi più ne ha, più ne metta. L’elenco è lunghissimo. Lo sa Tommasi, lo sanno i suoi “compagni d’avventura”, lo sanno anche i suoi avversari, che su questo elenco hanno comunque lavorato. Insomma, 100 giorni di calma apparente, questo sì. Ma la sensazione è che il tempo dell’attesa sia finito. Come piace a Tommasi, il “fischio d’inizio” è già arrivato. E adesso, si gioca.