Vinitaly 2026 vuole invertire la tendenza: riportare in segno positivo il dato dell’export che dopo un anno di guerra commerciale e davanti al cambio drastico dei consumi ha registrato, per la prima volta, una battuta d’arresto: dal record di 8,1 a 7,7 miliardi nel passato esercizio. Per farlo, non soltanto insiste sul mercato USA che resta il primo del mondo e dove la produzione locale soffre di maggiori difficoltà rispetto a quella europea ed italiana in particolare, ma accelera sui nuovi mercati: l’America latina dopo l’accordo col Mercosur, l’Asia, il Canada dove è fortissimo l’appeal italiano, l’Australia dove finalmente si è chiuso l’accordo per tutelare la nostra denominazione più importante, il Prosecco.“In uno scenario internazionale sempre più articolato, vogliamo rafforzare il nostro ruolo di motore dell’internazionalizzazione del vino italiano grazie anche a un sistema di incoming altamente profilato che consente di intercettare domanda qualificata e di accompagnare le imprese verso nuove direttrici di sviluppo sui mercati esteri senza trascurare i consumi interni – ha spiegato il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, durante la presentazione alla Camera dei Deputati questa mattina -.
Per questo, Vinitaly si evolve in sintonia con i cambiamenti del mercato e con le esigenze delle aziende, proponendo strumenti, contenuti e occasioni di incontro sempre più mirati a sostenere la competitività del comparto. Il nostro obiettivo – ha concluso Bricolo – è offrire risposte strutturate al sistema vino, affiancando le imprese non solo sul piano commerciale ma anche sui temi strategici che ne determineranno il futuro”.
Tra i 70 Paesi di provenienza degli operatori profilati coinvolti nel piano strategico e presenti al prossimo Vinitaly, la delegazione nordamericana (Usa e Canada) è quella più numerosa con l’exploit del contingente canadese (+31 top buyer sul 2025). Sempre in zona extra Ue, è stato potenziato l’ingaggio della domanda asiatica di vino italiano guidata sempre dalla Cina, ma con accrediti che si prospettano in crescita da India, Giappone, Thailandia – che ospitano anche le tappe estere di Vinitaly – oltre che da Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. L’area sudamericana si posiziona per numerosità del programma di incoming 2026, con Brasile e Messico tra le piazze più dinamiche. In forte crescita anche gli operatori dell’Africa che quest’anno registra un perimetro di azione allargato a 10 Stati. Dentro ai confini europei, Germania e Paesi Nordici confermano la centralità del vino italiano nelle rispettive piazze. Completano la geografia diverse Nazioni dell’Est Europa.
Al Vinitaly saranno presenti quasi 4mila aziende del Made in Italy; nella kermesse – che sarà come sempre luogo di incontro fra imprese, politica e spettacolo – format e contenuti rinnovati e un palinsesto di oltre 100 eventi ufficiali tra degustazioni e focus. Saranno presenti oltre 1.000 i top buyer selezionati, invitati e ospitati congiuntamente dalla società fieristica e dell’Agenzia pubblica preposta alla promozione. Attesi, inoltre, ulteriori operatori professionali esteri da oltre 130 Paesi.
Per Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati: “Vinitaly conferma ogni anno la sua capacità di rinnovarsi e resta un punto di riferimento per il settore. In un momento complesso, è fondamentale puntare su qualità e innovazione, aprirsi a nuovi mercati e promuovere una cultura del vino che ne riconosca il valore come prodotto identitario e simbolo dei territori, incoraggiando un consumo consapevole e responsabile”.
Tra le principali novità, cresce il progetto dedicato ai No-Lo Alcohol.
Sottolinea Matteo Zoppas, presidente ITA-Italian Trade Agency: “In un contesto geopolitico ed economico complesso, Vinitaly è partner strategico per la promozione internazionale del vino italiano, grazie a un marchio riconosciuto e a una credibilità consolidata sui mercati globali. Le iniziative mirate e le attività di internazionalizzazione che assieme portiamo avanti rappresentano uno strumento chiave per accompagnare le imprese all’estero. Le attuali forti criticità – prosegue Zoppas – rendono ancora più necessario rafforzare le politiche di sostegno all’export. In questo contesto, Agenzia ICE ha ottenuto nuove risorse da destinare alla promozione, con un’attenzione particolare al settore vitivinicolo e al supporto di piattaforme di eccellenza come Vinitaly”.



