«2026 imprevedibile per la finanza». Le prospettive per quest’anno dell’imprenditore e influencer tra Italia e USA

Nel panorama sempre piu’ affollato della divulgazione finanziaria online, dove spesso si confonde l’intrattenimento con l’informazione, Amedeo Iasci rappresenta una figura atipica e preziosa. Non il classico creator che insegue visualizzazioni, ma un vero ponte tra due mondi: l’Italia e gli Stati Uniti. Formazione solida, esperienza concreta sul campo come investitore immobiliare e la capacita’ di tradurre temi economici complessi in concetti comprensibili a tutti. Il tutto senza mai scadere nella banalizzazione. «Il settore piu’ importante oggi e’ quello energetico – spiega – perche’ l’AI sta letteralmente succhiando elettricita’ ovunque. Qui in America lo vediamo chiaramente: le bollette stanno salendo». Dalla sua base in Virginia, uno dei cuori pulsanti dei data center mondiali, Iasci osserva un fenomeno senza precedenti: stime di consumo energetico raddoppiate o triplicate in pochi anni. Passando al settore immobiliare, campo in cui opera direttamente, Iasci individua una trasformazione profonda della societa’ americana. Un cambiamento culturale prima ancora che economico. «Negli Stati Uniti viviamo in una societa’ sempre piu’ composta da persone single. Da un lato e’ sinonimo di indipendenza, dall’altro significa raddoppiare la domanda di case». Parallelamente sta cambiando la mentalita’ degli stessi italiani: la casa non e’ piu’ solo un bene generazionale, ma sempre piu’ un investimento. Affitti brevi, Airbnb e gestione professionale stanno trasformando il modo di valorizzare gli immobili, aprendo opportunita’ anche a chi prima non aveva cultura finanziaria. Mentre le grandi citta’ italiane, con Milano in prima linea, continuano la loro espansione, favorite anche da politiche fiscali vantaggiose per i grandi capitali, Amedeo Iasci individua opportunita’ significative al di fuori dei maggiori centri urbani. A Verona, ad esempio, il mercato immobiliare si conferma uno dei piu’ stabili a livello nazionale. La forte domanda e’ alimentata da fattori come il turismo e l’elevata qualita’ della vita, risultando in un incremento medio annuo dei prezzi pari all’8,3% negli ultimi anni. Un suo progetto immobiliare guarda proprio alla provincia, ai paesi che si stanno spopolando: «Voglio portare persone e capitali dove oggi non ci sono. Tirare fuori gli italiani dalle citta’ e ridare vita ai borghi». L’idea e’ chiara: intercettare due categorie precise. Da un lato gli americani discendenti di italiani, sempre piu’ attratti dal Paese d’origine; dall’altro i nomadi digitali in cerca di qualita’ della vita. Un modo per trasformare un problema storico come il declino demografico in un’opportunita’ economica. La minaccia dei dazi americani, che periodicamente agita i produttori della Valpolicella e del Garda, viene ridimensionata dall’analisi pratica di Amedeo. L’export di prodotti enogastronomici italiani gode di una protezione naturale: i margini. «Sul Made in Italy i margini negli USA sono talmente alti che il settore e’ in grado di assorbire eventuali rincari». Questo «cuscinetto» economico rende il vino veronese capace di assorbire anche eventuali politiche protezioniste aggressive, come il minacciato dazio al 200%, trasformando l’allarmismo in una semplice ricalibrazione dei profitti. Anche la strategia di Donald Trump, a suo avviso, va letta con freddezza: «Ha l’abitudine di partire con minacce enormi per poi chiudere su accordi molto piu’ moderati». C’e’ poi un ultimo aspetto che rende Amedeo Iasci un imprenditore profondamente contemporaneo: la capacita’ di comunicare. Un patrimonio mediatico che diventa leva economica, relazionale e culturale anche per piccole realta’ locali. Perche’ nel mondo attuale non basta avere buone idee: bisogna saperle raccontare. E in questo, Amedeo Iasci ha gia’ capito la lezione piu’ importante: l’economia non e’ solo numeri, ma soprattutto narrazione, visione e capacita’ di collegare mondi diversi.

Rocco Fattori Giuliano