254 imprese venete sotto le bombe

Sono circa 4mila le imprese italiane che hanno soci mediorientali nel capitale: 3.839 società, per un totale di 415 milioni di euro in partecipazioni societarie detenute da soggetti residenti nell’area del Golfo Persico e del Medio Oriente. È la fotografia scattata al 31 dicembre scorso da InfoCamere, che ha incrociato i dati del Registro delle Imprese per misurare il peso reale di quest’area geopolitica nel tessuto produttivo nazionale.
La composizione della proprietà evidenzia un profilo d’investimento molto definito a livello geografico. Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano il 40,8% del capitale totale dell’area investito in Italia, corrispondente a circa 170 milioni di euro. Il Qatar si distingue per un modello di partecipazione più concentrato: con una quota del 20% sul totale (circa 83,4 milioni), gli investimenti qatarioti si focalizzano su sole 32 società, per una dimensione media della partecipazione significativamente più elevata degli altri paesi. Seguono, con quote più contenute, Israele con il 14,3% del totale (59 milioni), Libano con il 10,2% (42,3 milioni), Arabia Saudita con il 5,2% (circa 22 milioni) e Iran con il 5% (20,8 milioni). I restanti sei paesi, dal Barhein al Kuwait, rappresentano una quota residua del 4,4% corrispondente a circa 18,2 milioni.
Per il Veneto in totale sono 254, così suddivise: 17 in Arabia Saudita, 1 in Bahrain, 26 negli Emirati Arabi, 10 in Giordania, 70 in Iran, 15 in Iraq, 40 in Israele, 1 in Kuwait, 40 in Libano, 1 in Oman, 1 in Qatar e 40 in Siria.
«Il Registro delle Imprese è uno strumento essenziale per leggere in tempo reale la geografia degli investimenti esteri nel tessuto produttivo italiano – sottolinea il Presidente di InfoCamere, Antonio Santocono – Incrociando dati anagrafici, patrimoniali e di assetto proprietario è possibile produrre analisi granulari mappando paesi di provenienza, settore di attività e quota di partecipazione. I dati che abbiamo elaborato restituiscono un quadro puntuale e inedito: quasi 4mila imprese italiane partecipate per oltre 400 milioni di euro di capitale non sono una presenza episodica ma una componente strutturata del nostro sistema economico. InfoCamere mette a disposizione questa capacità analitica per supportare i decisori pubblici con dati affidabili e aggiornati, a maggior ragione necessari per interpretare un contesto geopolitico complesso come quello attuale».
Il profilo degli investimenti dei paesi medio-orientali in Italia appare fortemente orientato verso comparti ad alta intensità di capitale e valore tecnologico. Nel dettaglio, il settore manifatturiero assorbe la quota maggioritaria del capitale investito dai paesi del Medio Oriente (185 milioni di euro), con un’incidenza del 44,6% sul totale. Di particolare rilievo è anche il comparto dei trasporti e della logistica, dove i soci dell’area detengono partecipazioni per un totale di 52,3 milioni, pari al 12,6% del portafoglio complessivo. L’analisi settoriale conferma inoltre l’interesse per il comparto delle attività finanziarie e assicurative: in questo comparto si registra la presenza di soci medio-orientali in 72 aziende italiane, con un capitale sociale complessivo nelle imprese partecipate pari a 44,7 milioni, pari al 10,8% del totale.