Villafranca, alla Notte bianca la Polizia Locale sarà in sciopero: il Comune si è sottratto al confronto in Prefettura

Il 29 agosto, nel giorno della Notte Bianca, la Polizia Locale di Villafranca di Verona si fermerà per l’intera giornata: si tratta del terzo sciopero dall’inizio dell’anno. Un’iniziativa che matura dopo mesi e che oggi si carica di un ulteriore motivo di tensione: il Comune ha disertato il tavolo di conciliazione convocato dalla Prefettura di Verona.

Agenti senza comandanti e senza attrezzature

Durissimo il comunicato del sindacato degli agenti della Locale: “Al di là delle criticità già denunciate da mesi – sottolinea una nota – la situazione del Corpo di Polizia Locale di Villafranca ha raggiunto un livello di gravità senza precedenti sul fronte dell’organico e della catena di comando: il Comandante del Corpo sarà a breve collocato in aspettativa e, ad oggi, non è stato individuato alcun sostituto; il Vicecomandante ha lasciato il Corpo, e anche in questo caso nessuna nomina è ancora arrivata; nessuno degli idonei nella graduatoria concorsuale disponibile per l’incarico di Vicecomandante ha accettato di ricoprirlo.
Un Corpo di Polizia Locale privato, di fatto, sia del vertice che del suo sostituto naturale, lasciato a gestirsi da solo mentre il Comune resta a guardare. La gravità della carenza di organico che investe l’intera macchina comunale non è una lettura di parte, ma è stata messa nero su bianco dalla stessa amministrazione: con una mail interna del 26 agosto, la dirigente dell’area amministrativa ha comunicato che la liquidazione dei premi di performance, prevista tra agosto e settembre, slitterà almeno ad ottobre/novembre.
Un’ammissione formale delle difficoltà organizzative in cui versa il Comune, che si somma a quelle già segnalate da mesi dal sindacato e che finora erano state sistematicamente minimizzate”.”.

“A questo si aggiunge – prosegue la nota – un aspetto che definiamo emblematico dello stato di abbandono in cui ci dicono verserebbe il Corpo: al personale non verrebbe nemmeno fornito il vestiario in modo adeguato, tanto che qualcuno attualmente sarebbe costretto ad utilizzare giacche usate, ereditate da colleghi che le hanno dismesse e che hanno almeno dieci anni. L’ultima fornitura di vestiario risalirebbe addirittura all’anno scorso e si sarebbe limitata ad un paio di pantaloni nuovi e un paio di polo.
Una condizione che DICCAP-SULPM definisce inaccettabile per un servizio pubblico che opera quotidianamente a tutela della sicurezza dei cittadini, e che restituisce con evidenza plastica il livello di trascuratezza con cui l’amministrazione tratta i propri agenti”

Una vertenza lunga otto mesi senza alcuna risposta

Lo stato di agitazione era stato proclamato per la prima volta il 17 dicembre 2025: “Da allora si sono susseguite due iniziative di sciopero, puntualmente disattese da un’amministrazione che, nei fatti, non ha mai affrontato nel merito le criticità denunciate tra i quali figurano anche le condizioni igienico-sanitarie inadeguate di bagni e spogliatoi. Il tutto aggravato — ora lo si vede in tutta la sua evidenza — da una carenza di organico che il Comune non ha saputo né voluto risolvere, se non assumendo un operatore che è stato assegnato sin da subito ad un lavoro d’ufficio ed un secondo operatore che ne sostituirà un altro in fase di trasferimento presso altro Ente. Un lavoro diligente, mai valorizzato” aggiunge il sindacato.

I risultati del lavoro degli agenti “nascosto” ai cittadini

Prosegue la nota sindacale: “Nonostante queste condizioni, teniamo a sottolineare che gli operatori del Corpo hanno continuato a svolgere il proprio servizio con diligenza e professionalità, senza che l’amministrazione abbia mai riconosciuto o valorizzato pubblicamente il lavoro svolto in questi mesi — e nonostante il fatto che, da dicembre 2025, gli agenti sono privi del bastone distanziatore e dello spray al capsicum, dotazioni minime di autotutela per chi opera quotidianamente sul territorio. Tra le attività di rilievo portate a termine dagli agenti, senza alcun risalto mediatico, figurano: l’individuazione di una patente falsa; l’individuazione di un permesso di condurre falso, esibito da una persona diversa dal titolare del documento; la gestione di un caso di espatrio irregolare verso l’Egitto: un cittadino era stato condotto in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio dalla Questura, ma l’intera attività di indagine, individuazione e accompagnamento in Questura è stata svolta dagli agenti della Polizia Locale; l’accompagnamento in Questura di un cittadino algerino con ordine di espulsione scaduto; uno sgombero ai sensi dell’art. 633 c.p. per invasione di terreni privati, in un’area che nella pratica era ormai divenuta un insediamento abusivo stabile; un arresto nell’ambito della normativa sul “Codice Rosso“.

Attività che testimoniano un impegno quotidiano e concreto a tutela della sicurezza del territorio, portato avanti da un Corpo lasciato senza guida, senza organico adeguato e senza gli strumenti minimi di lavoro — e che, sottolinea il sindacato, non ha mai trovato il giusto spazio sui media locali.

Di fronte a questa situazione, il sindacato aveva proclamato nuovamente lo stato di agitazione, ottenendo dalla Prefettura di Verona la convocazione di un tavolo di conciliazione per la giornata del 25 agosto scorso. DICCAP-SULPM ha accettato la proposta di confronto avanzata dalla Prefettura, nonostante la convocazione fosse arrivata ben oltre i termini previsti dalla disciplina sullo sciopero, in un’ottica di piena disponibilità al dialogo. Il risultato è stato che il Comune – nella foto qui sopra il sindaco Roberto Dall’Oca – non si è presentato al tavolo, limitandosi a inviare una lettera al Prefetto.
Una scelta che il sindacato giudica gravissima e non più tollerabile: il contenuto di quella lettera e le motivazioni addotte dal Comune per la mancata partecipazione al tavolo odierno saranno sottoposte ai legali dell’organizzazione sindacale, insieme al trattamento riservato ad alcuni agenti che avevano aderito alla precedente iniziativa di sciopero, al fine di valutare la sussistenza di una condotta antisindacale. Sottrarsi al confronto istituzionale con una semplice comunicazione scritta, dopo mesi di silenzio sulle richieste dei lavoratori e in una fase in cui il Comando è privo di vertice e gli agenti sono lasciati con divise arrangiate e ereditate, non è un atto formale: è l’ennesima dimostrazione di disinteresse verso chi ogni giorno garantisce sicurezza sul territorio.

«Non siamo più disposti ad accettare che un Comune lasci un Corpo di Polizia Locale senza comandante, senza vicecomandante, senza nemmeno le divise, e che poi si permetta anche di disertare il tavolo convocato dalla Prefettura, liquidando la questione con una lettera» dichiara Simone Maniero, Segretario Regionale DICCAP-SULPM Veneto. «Gli operatori continuano a lavorare con serietà e a ottenere risultati concreti per la sicurezza dei cittadini, senza che nessuno lo riconosca. Stiamo dando mandato ai nostri legali di valutare ogni iniziativa utile, compresa la possibile condotta antisindacale dell’amministrazione, anche con riferimento a come sono stati trattati alcuni colleghi che avevano aderito al precedente sciopero. Lo sciopero del 29 agosto è la logica conseguenza di otto mesi di immobilismo e non sarà l’ultima azione se le cose non cambieranno.»