L’ondata eccezionale di maltempo che nella serata di ieri, 28 agosto, si è abbattuta con violenza improvvisa sul territorio veronese — in particolare nella Bassa Veronese — ha causato devastazioni drammatiche per il comparto agricolo locale creando un quadro sconfortante. La violenza dei fenomeni si è sommata alle grandinate e ai nubifragi che già nei giorni scorsi avevano pesantemente compromesso le colture di riso, tabacco, cereali e frutticole, come nel caso di Zevio, Palù, Oppeano e Ronco all’Adige.

Il fenomeno di ieri sera ha purtroppo inflitto un colpo che rischia di essere fatale: oltre alla distruzione dei raccolti, sono state sventrate e ridotte al suolo anche strutture aziendali fondamentali (magazzini, serre, depositi e impianti irrigui). Molte di queste infrastrutture, a causa della vetustà degli immobili o dell’impossibilità oggettiva di ottenere certificazioni di conformità, risultano non assicurabili. Si parla dunque di danni diretti non risarcibili, che gravano interamente sulle spalle degli agricoltori.
Nonostante sia assolutamente prematuro tracciare un bilancio definitivo, le primissime stime ufficiose stanti nelle analisi di Coldiretti Verona indicano un ammontare di danni nell’ordine di decine di milioni di euro. Alcune aziende non riusciranno a raccogliere nulla per la stagione in corso, affrontando il concreto rischio di perdere importanti quote di mercato nei prossimi anni e la necessità di investire nuovamente cifre astronomiche per tentare di ripartire.
“Nella mia zona – spiega Marco Pizzoli, presidente della Coldiretti di Bovolone – era rimasto da raccogliere il mais e il tabacco: per il mais parliamo di danni che vanno dal 50% al 70%, mentre per il tabacco non è rimasto più nulla da raccogliere, specialmente dopo le precedenti grandinate. Abbiamo registrato danni ingenti alle strutture, agli impianti fotovoltaici, alle alberature, oltre a devastazioni a finestre e automezzi. È un’annata drammatica: prima la siccità, poi la grandine, poi le bombe d’acqua e adesso il colpo di grazia con un vero e proprio tornado di vento e grandine. Tra l’altro, esattamente il 1° settembre dell’anno scorso avevamo vissuto la stessa identica tragedia. Si tratta di un danno gravissimo non solo per la perdita di quantità, ma soprattutto per il drastico calo della qualità del prodotto rimanente».
«Ci troviamo di fronte a un’emergenza non più sostenibile. – il commento a caldo di Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona – Gli imprenditori agricoli stanno facendo da mesi, se non da anni, sforzi ed enormi sacrifici per tenere aperte le attività in un contesto economico già fortemente compromesso da dinamiche esterne. Inoltre, questo evento climatico estremo si accanisce su strutture vecchie ma operative che non potevano accedere alle coperture assicurative per via di lacci burocratici e certificazioni impossibili da ottenere. È una vera e propria beffa: alcune aziende, oltre al rischio di non raccogliere nulla, dovranno sobbarcarsi ulteriori oneri francamente difficili da affrontare in questo momento. Il rischio per loro è quello di sparire dal mercato».
«Coldiretti Verona – interviene il Direttore Massimo Albano – è già sul campo con la propria struttura per monitorare l’estensione dei danni e raccogliere le segnalazioni. Garantiamo fin da ora il massimo e incondizionato sostegno a tutti gli associati e all’intera categoria. Interpelleremo immediatamente le istituzioni locali, regionali e nazionali affinché si attivino procedure straordinarie e fondi d’emergenza dedicati. Purtroppo è cambiato il clima ma non è cambiato il sistema: se non si cambia passo e non si adegua l’intero sistema di tutela e sostegno, a crollare sarà l’intera economia territoriale. Nessun agricoltore deve essere lasciato solo davanti a questo disastro».



