Gianpaolo Trevisi: Montorio affollato al 189%, ora indispensabile una verifica”

VENEZIA 11-12-2025. PALAZZO FERRO FINI. UFFICIO STAMPA. I NUOVI CONSIGLIERI ELETTI. NELLA FOTO: IL CONSIGLIERE GIANPAOLO TREVISI.

Nel carcere veronese di Montorio sono presenti 633 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 335 posti. Il dato del Ministero della Giustizia, aggiornato al 24 agosto, porta il tasso di affollamento vicino al 189 per cento. Rispetto alle 614 presenze segnalate all’inizio di luglio, i detenuti sono aumentati di diciannove.

«In ogni posto regolamentare vivono ormai quasi due persone. Questa pressione ricade sulla sicurezza dell’istituto, sulle condizioni di lavoro del personale e sulla possibilità di garantire cure, attività educative e percorsi di reinserimento», dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Gianpaolo Trevisi, presidente della IV Commissione.

La Commissione ha già dedicato un ciclo di audizioni alle condizioni delle carceri venete, approfondendo il sovraffollamento, le carenze della Polizia penitenziaria e le difficoltà dell’assistenza sanitaria e psichiatrica.

«I nuovi numeri impongono adesso una verifica su Montorio. Mi sentirò con la direttrice dell’istituto di Montorio, sempre disponibile, per fare un aggiornamento della situazione in generale, parlando di organici, dell’andamento delle aggressioni e degli atti di autolesionismo, dei tempi delle visite specialistiche e della capacità di presa in carico delle persone con disturbi psichiatrici».

La situazione veronese si inserisce in un quadro regionale sempre più fragile. Secondo quanto riferito dal Garante comunale dei detenuti, il carcere maschile di Santa Maria Maggiore a Venezia non riceverebbe nuovi ingressi da prima di Ferragosto a causa di un’infestazione di cimici e della mancanza di posti disponibili. Gli arrestati destinati a Venezia sarebbero trasferiti al Due Palazzi di Padova.

«Quanto sta accadendo a Venezia conferma che le criticità di un istituto si trasferiscono rapidamente sugli altri. Se gli ingressi vengono dirottati verso carceri già sotto pressione, serve conoscere il numero dei trasferimenti, la durata del blocco e le conseguenze sulla struttura di destinazione».

Trevisi distingue le responsabilità istituzionali: «Allo Stato e all’amministrazione penitenziaria competono la gestione delle presenze, gli organici della Polizia penitenziaria e le strutture. La sanità in carcere rientra invece nel Servizio sanitario regionale ed è assicurata a Montorio dall’ULSS 9. Entrambi devono rendere conto degli interventi di propria competenza e dei tempi previsti».

«Il sovraffollamento rende più difficile il lavoro degli agenti, aumenta le tensioni e riduce le possibilità di cura e reinserimento. Dopo le audizioni svolte servono risposte verificabili: quali impegni sono stati attuati, quali sono rimasti senza seguito e quali misure immediate saranno adottate per Montorio e per gli altri istituti veneti in difficoltà».