Il Veneto rilancia gli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese, muovendosi su due fronti paralleli: l’ampliamento operativo di Finest e il rafforzamento della collaborazione interregionale del “Sistema Nord Est”.
In Prima Commissione consiliare è stato presentato il Progetto di legge n. 105, che modifica la legge regionale 38/1991 su Finest S.p.A. La proposta punta ad allargare il raggio d’azione della finanziaria regionale, finora concentrata su Europa centro-orientale, Balcani e Paesi del Mediterraneo, consentendo interventi anche al di fuori di queste aree tradizionali attraverso il nuovo “Programma Investimenti Aggiuntivi”. L’assessore alle Società partecipate Filippo Giacinti ha sottolineato che l’operazione risponde a un contesto geopolitico profondamente mutato e che potrà essere finanziata reinvestendo utili e liquidità in eccesso, senza gravare sul bilancio regionale. Nel dettaglio, le coperture arrivano da un dividendo straordinario di 10,7 milioni di euro generato dalla stessa Finest, di cui circa 2,19 milioni destinati a Veneto Sviluppo; le risorse saranno reinvestite tramite un aumento di capitale con emissione di azioni correlate di categoria Alfa, mentre il PDL fissa a 20 milioni di euro il tetto massimo per futuri aumenti di capitale a cui la Regione potrà partecipare indirettamente. Per l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, le pmi venete hanno bisogno di strumenti che le seguano “dove oggi si stanno aprendo le nuove opportunità di crescita”, in una fase di forte competizione globale che richiede non solo di esportare, ma anche di investire e radicarsi nei mercati del futuro.

Sul fronte della cooperazione territoriale, la Giunta regionale ha invece approvato la Convenzione annuale 2026 per l’attuazione dell’Accordo sul “Sistema Nord Est”, che unisce Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento nella promozione internazionale del tessuto produttivo del Nord Est. Il progetto “Internazionalizzazione Sistema Nord Est 2026” prevede uno stanziamento di 100 mila euro per ciascuna delle tre amministrazioni, per una dotazione complessiva di 300 mila euro. La collaborazione, avviata nel 2019 tra Veneto e Friuli Venezia Giulia e poi allargata al Trentino, è stata rinnovata a novembre 2025 con un nuovo accordo triennale. Bitonci ha indicato nei Balcani occidentali, in Serbia e nell’area istriana le priorità geografiche dell’iniziativa, con l’obiettivo di accompagnare le imprese non solo nell’ingresso in nuovi mercati, ma anche nella diversificazione delle forniture e nell’attrazione di capitali e tecnologie. Il coordinamento operativo del “Sistema Nord Est” resta affidato a Finest, mentre Unioncamere del Veneto è il soggetto attuatore del progetto 2026 e Venicepromex quello esecutore.
Le due iniziative, pur distinte, convergono su un obiettivo comune: dotare il sistema produttivo veneto di strumenti finanziari e di rete capaci di sostenere le imprese in una fase di trasformazione dei mercati globali.



