“Il Nord-est dell’Italia è una delle regioni più produttive al mondo. Lì c’è tutta la filiera della componentistica che serve anche una Germania che sembra distratta da altro. E invece noi abbiamo la necessità di rendere più forti le nostre alleanze all’interno dell’Europa, renderla più forte tra le regioni produttive. Il Veneto lo è, l’Emilia-Romagna, la Lombardia. Questo, difendere le nostre imprese, significa difendere l’Europa. Noi vogliamo starci in Europa, ma vogliamo starci ovviamente con la nostra capacità di essere e di resistere.” Lo ha dichiarato l’eurodeputata di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione per l’Industria, la ricerca e l’energia (ITRE), in un punto stampa al Parlamento europeo di Bruxelles.
Prosegue la consigliera regionale veneta: “”L’Europa di solito è abituata ai trattori degli agricoltori che arrivano a Strasburgo. Qui c’erano le più grandi imprese europee del settore dell’acciaio e della filiera di produzione dell’elettromeccanica e della meccanica. Stamattina migliaia di imprenditori in giacca e cravatta venuti a protestare non contro l’Europa, ma per la richiesta di tutela”.
E ancora sull’acciaio: “È stato fatto metà del lavoro. Proteggere l’acciaio, ma proteggere l’acciaio da solo e non estendere le misure di protezione a tutta la filiera dei derivati non è sufficiente. Sono 300 mila i dipendenti diretti, sono 13,6 milioni gli occupati della filiera. Se si protegge solo l’acciaio, non si fa la protezione del manifatturiero”.



