I mercati europei hanno aperto la seduta in territorio negativo, sulla scia del rally di petrolio e gas innescato dall’inasprirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz. Il rialzo dei prezzi energetici alimenta i timori di una nuova fiammata inflattiva, mentre gli investitori restano con il fiato sospeso in vista della riunione della BCE di domani, giovedì 10 settembre, da cui il mercato si attende un rialzo dei tassi di 25 punti base, al 2,50% sui depositi.
- FTSE MIB -0,52% a 51.908 punti. Milano segue il resto d’Europa nel calo, con vendite concentrate su Avio (-2%), Leonardo e UniCredit; sul listino pesa anche l’attesa per l’assemblea di Intesa Sanpaolo chiamata ad approvare l’operazione sul capitale a supporto dell’OPA su MPS.
- DAX 40 -0,88% a 25.779 punti. Francoforte risente del rincaro dell’energia, particolarmente sentito dall’industria manifatturiera tedesca, oltre ai timori su un possibile inasprimento della politica monetaria BCE già da domani.
- CAC 40 -1,02% a 8.232. Parigi è la piazza più debole della mattinata: sui listini francesi pesano i comparti più energivori e il nervosismo legato ai rendimenti obbligazionari in salita in tutta l’Eurozona.
- FTSE 100 -0,39% a 10.796. Londra contiene le perdite meglio delle altre piazze, sostenuta dal peso dei titoli energetici e minerari nel paniere, che beneficiano parzialmente del rialzo delle materie prime.
Wall Street: l’ultima chiusura
A New York gli indici hanno chiuso in calo nella seduta di ieri penalizzati dal nuovo balzo del petrolio, salito ai massimi delle ultime sei settimane, che ha riacceso i timori sul fronte inflazione e sulle prossime mosse della Federal Reserve. Il Dow Jones ha segnato il calo più marcato, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno contenuto le perdite grazie alla tenuta di alcuni titoli tecnologici, complice anche l’accordo pluriennale tra Qualcomm e Amazon nell’intelligenza artificiale.
- S&P 500: 7.673,52 punti (-0,58%)
- Nasdaq Composite: 26.421,41 punti (-0,32%)
- Dow Jones: 52.786,07 punti (-1,18%)
Materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione Ultime 24h | Variazione YTD |
| Oro | 4.401 $/t.oz | +1,02% | +1,89% |
| Petrolio Brent | 100,33 $/Bbl | +2,42% | +64,67% |
| Petrolio WTI | 94,91 $/Bbl | +2,00% | +65,07% |
| Gas TTF (EU) | 74,29 €/MWh | +3,88% | +179,69% |
| Argento | 66,63 $/t.oz | +1,37% | -6,49% |
Appuntamenti macro di oggi
| Orario | Paese / Dato | Rilevanza |
|---|---|---|
| 08:45 | Francia — Produzione industriale (lug) | Dato più seguito della mattinata europea: sopra +0,2% sarebbe letto come moderatamente positivo per la crescita dell’Eurozona. |
| 14:15 | USA — ADP employment (settimanale) | Indicazioni preliminari sul mercato del lavoro Usa, in vista dei dati più corposi delle prossime settimane. |
| Sera | USA — Asta Treasury a 10 anni | Da monitorare con attenzione: una domanda debole spingerebbe i rendimenti al rialzo, con possibili ripercussioni sull’azionario growth. |
Focus Italia
A Piazza Affari la giornata è segnata dall’attesa per l’assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo, chiamata ad approvare l’operazione sul capitale a supporto dell’OPA su Banca Monte dei Paschi di Siena; nel board della banca senese sono intanto entrati due nuovi consiglieri non esecutivi. Resta sotto osservazione anche il comparto tecnologico, con Apple che presenta oggi il suo primo iPhone pieghevole, mentre sul fronte obbligazionario il rendimento del BTp a 10 anni è salito al 4,20% (dal 4,17% della vigilia), sui massimi da circa tre anni, con lo spread BTp-Bund in leggero allargamento a 82 punti base: un ulteriore segnale della cautela con cui il mercato guarda alla vigilia della BCE. Un trend da tenere d’occhio nei prossimi giorni è quello del comparto bancario domestico, ancora al centro del risiko in corso tra Intesa Sanpaolo, MPS e Mediobanca, e quello energetico, con i titoli oil & gas che beneficiano del rally delle materie prime mentre le utility restano più esposte al rialzo dei costi dell’energia.

Il FTSE MIB registra una seduta all’insegna della cautela e della debolezza, scambiando in ribasso frazionale poco sotto la soglia dei 52.000 punti (con una flessione intorno allo 0,4%). Il listino milanese risente dell’atteggiamento attendista degli investitori, che guardano alle prossime decisioni della BCE e alle dinamiche di Wall Street. A zavorrare l’indice sono principalmente i cali registrati nel comparto bancario e in quello tecnologico. In controtendenza positiva, invece, spiccano i titoli legati all’energia, come Eni e Tenaris, che beneficiano del rincaro del petrolio, con il Brent che si avvicina alla soglia dei 100 dollari al barile a causa delle recenti tensioni geopolitiche.



