Veronafiere ritrova la sua leadership nelle energie rinnovabili. Dopo aver avviato in tempi non sospetti la prima rassegna italiana dedicata al comparto, oggi si appresta a varare la nuova edizione di Solar & Storage Italia affiancata da mcTer Expo. Due rassegne, una due-giorni (7 e 8 ottobre) dove ai sistemi di autoproduzione e stoccaggio, per usi civili e industriali, si aggiunge lo stato dell’arte sulle tecnologie che cambieranno davvero l’offerta energetica del prossimo futuro: nucleare di nuova generazione e idrogeno.
Veronafiere si pone, insomma, nel cuore del cambiamento dato che sarà l’unica sede in Italia dove si affronteranno queste due tematiche analizzando in particolare le concrete possibilità di loro sviluppo e applicazione.

Partiamo da Solar & Storage: è alla sua seconda edizione. Nella prima aveva coinvolto 100 imprese e portato 4mila800 visitatori specializzati. Organizzata dalla piattaforma internazionale Terrapin (oltre 20 eventi nel mondo dedicati allo sviluppo del solare) quest’anno vedrà la presenza di un centinaio di espositori, ma anche di trenta start-up con 7mila500 visitatori attesi. In campo le nuove tecnologie per intercettare l’energia solare, ma soprattutto quelle per lo stoccaggio che è la parte fondamentale per stabilizzare l’erogazione dell’energia prodotta e massimizzare l’autoproduzione. Fondamentale, oltre alla componentistica, anche la convegnistica: focus in particolare sulla strutturazione finanziaria dei progetti di nuova installazione e sui modelli di business solari scalabili. Un “advisory board” verrà creato nella manifestazione per seguire lo sviluppo del mercato italiano.
mcTer Expo invece guarderà più alle imprese con un focus sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di produzione ed efficientamento energetico. Ci saranno le principali aziende del comparto e si guarderà molto alla to-do-list pe avvicinarsi a quella autosufficienza energetica che è una delle nuove mission della politica italiana ed europea. Quindi spazio a Enea, Ansaldo, Politecnico di Torino (e diversi altri) per valutare a che punto è il nucleare di nuova generazione, cosa manca per la sua introduzione nel mercato. Focus sulle “hydrogen vally” italiane (Taranto, ma anche Marghera e le tante zone industriali del nostro Paese) per la produzione di idrogeno per uso nel manifatturiero, ma anche per una futura mobilità. Un settore, anche qui strategico, dove l’Italia non è una comparsa, ma è un’ eccellenza e dove Verona, con Magis, è già all’opera nel nascente polo veneziano.
Sottolinea Federico Bricolo, presidente di Veronafiere: «Uniamo due realtà internazionali intorno ad un obiettivo comune: accelerare la transizione energetica e favorire lo sviluppo di nuove opportunità di business. Per noi significa sostenere attivamente progetti che guardano avanti e farlo nel modo più coerente con la nostra mission: essere luogo di incontro di innovazione, imprese ed idee».



