(di Cesare Gritti)
A Pontida oggi Salvini ha serrato i ranghi e rimesso ogni decisione ai militanti: «Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alzata di mano, sono disposto ad offrire la mia vita per i miei figli e per voi». Così ha dichiarato il segretario, annunciando un congresso straordinario a ottobre, nello storico prato che da ieri porta il nome di Umberto Bossi venuto a mancare lo scorso marzo.
Tanti i veronesi presenti: Paolo Borchia, capodelegazione al Parlamento europeo e segretario provinciale del Carroccio scaligero, Lorenzo Fontana, presidente della camera dei Deputati, Paolo Tosato, senatore, Sara Moretto, sindaco di Buttapietra, Nicolò Zavarise, capogruppo in consiglio comunale del partito, Filippo Rando, segretario cittadino del movimento, il presidente della Provincia Flavio Pasini, diversi consiglieri regionali e i militanti veronesi e veneti del partito.

Paolo Borchia: “Quella della von der Leyen si chiama mafia, non Europa”
Pontida continua a essere il raduno per eccellenza del Carroccio, anche se i governatori, ad eccezione del Veneto Alberto Stefani, chiedono a Salvini un rinnovamento. In merito ai malumori Luca Zaia, presidente del consiglio regionale del Veneto, ha affermato: «Un segretario c’è già». Tornando in terra scaligera, Borchia, in qualità di capo degli eurodeputati leghisti, ha sottolineato: «Questa è la prima Pontida senza Bossi, lui ci ha dato un sogno. Il nostro fondatore ha tracciato la via quando parlava di Bruxelles e la appellava Forcolandia. Bossi vedeva lontano». Ha poi puntato il dito contro la presidente della Commissione von der Leyen: «Stop a un’Europa che impoverisce e impone regole suicide» e sulla massiccia presenza di realtà cinesi nel Belpaese e in Europa, ha assicurato: «Non moriremo colonia cinese», ormai l’Europa è «il terreno di conquista dei cinesi, con la complicità di von der Leyen e soci». In merito alla gestione dei fondi europei Borchia ha dichiarato: «Questa settimana la presidente della Commissione ci ha spiegato che il futuro è nei fondi europei elargiti solo per governi europeisti. Questa si chiama mafia, non Europa».
Salvini e Borchia, congresso a ottobre per entrambi
Due destini, quelli di Salvini e Borchia, che sembrano essere legati. Ottobre, dunque, sarà il mese decisivo per il futuro della Lega nazionale e scaligera. Se nelle ultime settimane voci di corridoio hanno parlato di un possibile cambio al vertice della segreteria provinciale, certo è che Borchia non ha ancora sciolto la riserva su una sua ricandidatura o meno. Negli ambienti della Lega, però, diversi esponenti assicurano che lui avrebbe i numeri per portare avanti il suo ruolo di leader. La scelta, quindi, è solo sua.
Filippo Rigo: la vera questione è quella “settentrionale”
Nel suo intervento il consigliere regionale della Lega, Filippo Rigo, presente a Pontida, ha ricordato: «La vera, grande forza della Lega sono e saranno sempre i suoi militanti, che ogni giorno portano avanti le nostre battaglie con passione assoluta. La questione settentrionale è il pilastro della Lega, il cuore pulsante del partito è qui al Nord, con radici solide e una linfa vitale inesauribile. Pontida serve più che mai a ribadire l’importanza cruciale della riforma dell’Autonomia, una battaglia storica a vantaggio di tutto il Paese. Oggi è prioritario portare avanti con determinazione le istanze delle nostre imprese del Nord: il sistema produttivo settentrionale, vero motore economico del Paese», ha concluso.
Due congressi, quindi, uno per Salvini e l’altro per Borchia. Quella del segretario federale potrebbe essere una strategia per uscire più forte dalla consultazione. E se Salvini terrà duro, anche Borchia, molto probabilmente, lo farà. Dipende tutto da loro, i numeri sono a favore sia dell’uno, che dell’altro. Nonostante le critiche, i due leader sanno giocare sul campo. Si vedrà.
Quanto a Salvini, va detto che il «cavallo di Troia», rappresentato da Vannacci, ha scombinato i piani di crescita della Lega a livello nazionale, ma solo le urne potranno decretare se, effettivamente, quello del Generale sarà un Movimento Cinque Stelle 2.0. E per quanto riguarda i governatori leghisti che chiedono più decentramento nel partito, tra di loro nessuno ha mai detto di voler usurpare il ruolo di segretario a Salvini. Massimiliano Romeo chiede una Lega che sia «decentrata», tra Nord, Centro e Sud, ma i conti si faranno a congresso straordinario terminato. Certo, va sottolineato che a Pontida alcune bandiere criticavano Salvini e altre lo elogiavano, ma, verrebbe da dire, è fisiologico in un partito che ha fatto dell’«autogoverno» la sua «raison d’etre».



