I mercati europei aprono in rosso con l’effetto combinato del deficit a Parigi, l’aumento dei tassi e del prezzo del petrolio.
- FTSE MIB: -1,20% (50.647,39 punti). L’indice di Milano risente fortemente della sua composizione settoriale. Il comparto bancario e finanziario, fortemente rappresentato sul listino italiano, è sotto pressione a causa delle incertezze fiscali europee. Inoltre, la debolezza del settore tecnologico continentale zavorra ulteriormente i titoli growth quotati a Piazza Affari.
- DAX 40: -0,65% (25.284,93 punti). La borsa di Francoforte sconta i timori legati al nuovo aumento dei costi energetici globali, che penalizza il comparto manifatturiero e industriale tedesco. Le prospettive macroeconomiche incerte e il balzo dei rendimenti obbligazionari globali frenano l’indice, storicamente molto sensibile alle dinamiche del ciclo economico.
- CAC 40: -0,53% (7.823,15 punti). Oltre al contesto globale, su Parigi continuano a pesare in modo specifico i fattori interni legati alla finanza pubblica francese. Il sentiment degli investitori resta cauto a causa del deficit di bilancio e del conseguente allargamento dello spread sovrano transalpino, penalizzando in particolare i titoli del settore lusso e finanziario.
- FTSE 100: -0,10% (10.530,82 punti). Londra sovraperforma nettamente i mercati dell’Eurozona grazie alla sua forte esposizione ai settori delle materie prime e dell’energia. Il forte rialzo dei prezzi del greggio e del settore energetico in generale offre un solido supporto ai colossi petroliferi quotati sul listino britannico, bilanciando quasi interamente le vendite sugli altri comparti.
Il caso francese
Per quasi un decennio i titoli di Stato francesi sono stati considerati un rifugio sicuro quasi quanto i Bund tedeschi, ma la settimana scorsa quella certezza si è incrinata: per prestare denaro a Parigi per dieci anni gli investitori hanno chiesto fino al 5% annuo, un livello che non si vedeva da luglio 2002. Il differenziale con la Germania è salito al massimo dalla crisi del debito sovrano del 2011-2012 e oggi la Francia paga più dell’Italia e della Grecia, i due Paesi che di quella crisi furono epicentro. Alla radice c’è un deficit atteso quest’anno al 5,4% del PIL, ben oltre il tetto del 3% fissato dall’UE, che ha spinto il debito pubblico al 119% del PIL nel secondo trimestre del 2026 (3,6 trilioni di euro), contro il 115,6% di un anno prima, secondo l’INSEE. Il governo di minoranza guidato da Sébastien Lecornu ha risposto giovedì scorso con una manovra 2027 da circa 54 miliardi tra tagli e nuove entrate, due terzi dei quali dalla spesa, con l’obiettivo di portare il deficit al 5%. Ma i mercati, scottati da una storia recente di promesse non mantenute, sembrano aver perso la pazienza: e un costo del debito più alto non pesa solo sui conti dello Stato, ma si riflette anche su mutui e prestiti alle imprese, fino alla bolletta degli interessi che ogni contribuente francese è chiamato a pagare.
Da qui le proteste a Parigi che abbassano ulteriormente la credibilità della piazza francese e mostrano l’instabilità di un sistema spinto al collasso. Scope Ratings GmbH (Scope) ha declassato il rating a lungo termine dell’emittente francese, sia in valuta locale che estera, e il debito senior non garantito, da AA- ad A+. Il declassamento del rating creditizio della Francia, scrive l’agenzia, è dovuto in primo luogo al “continuo deterioramento delle prospettive fiscali, caratterizzato da deficit di bilancio persistentemente elevati, aumento delle spese per interessi e un crescente onere del debito pubblico”
Materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione Ultime 24h | Variazione YTD |
| Brent Crude | 101,04 $/Bbl | +0,43% | +66,07% |
| WTI Crude | 89,52 $/Bbl | +0,11% | +55,88% |
| Gas Naturale TTF | 76,25 €/MWh | +0,75% | +171,52% |
| Oro | 4.122,24 $/oz | -1,00% | -4,53% |
| Argento | 60,33 $/oz | -1,63% | -15,31% |
Eventi Macro Finanziari odierni
| Orario | Paese | Evento |
| 08:00 | GBP (UK) | Indice Halifax prezzi delle case (MoM) (Set) |
| Mattinata | EUR (GER) | Produzione Industriale (Germania) |
| 10:00 (EDT) | INR (India) | Decisione sui Tassi di Interesse (RBI) |
| 13:30 (EDT) | USD (USA) | Scorte di petrolio greggio (EIA) |
| Sera (CET) | USD (USA) | Verbali di riunione del FOMC (Fed Minutes) |
Focus Italia
Apre in rialzo lo spread tra Btp e Bund tedesco, con il differenziale di rendimento dei due decennali che si allarga di 4 punti base, a quota 109. Il rendimento dei bond italiani cresce di 6 punti base, al 3,59%, mentre il petrolio torna a salire alimentando i timori sull’inflazione.

Il quadro generale del FTSE MIB si presenta in decisa flessione, zavorrato principalmente dalle vendite sui comparti finanziario e tecnologico. Il settore bancario, che costituisce la fetta più rilevante della capitalizzazione del listino milanese, sta attraversando una seduta difficile con cali marcati: BPER Banca e UniCredit cedono rispettivamente l’1,94% e l’1,89%, seguite da Intesa Sanpaolo in flessione dell’1,49% e da Banco BPM a -1,24%. Anche Poste Italiane non sfugge alla pressione in lettera, arretrando dell’1,37% nonostante le recenti notizie sull’avvio della nuova tranche del piano di buyback.
In profondo affanno risulta anche il fronte tecnologico e manifatturiero, appesantito dal tonfo di STMicroelectronics che lascia sul terreno il 2,75%. Sulla stessa scia negativa si muove Prysmian, che perde il 2,30%. Il settore dell’energia e delle utility naviga invece a vista, mostrando una dinamica contrastata: da un lato Enel scivola dello 0,60%, dall’altro Eni riesce a mantenersi appena sopra la parità con un timido +0,12%, verosimilmente sostenuta dai recenti rincari del prezzo del greggio a livello globale.
A salvare l’indice da un passivo ancora peggiore intervengono alcuni forti spunti rialzisti in totale controtendenza. Su tutti spicca l’ottima performance di Stellantis, che balza del 4,09% offrendo un solido supporto all’intero comparto dei beni di consumo durevoli. Si nota inoltre una notevole forza nel settore delle telecomunicazioni, caratterizzato da rialzi diffusi, guidati in particolare dall’ottimo andamento di Inwit che registra un progresso del 3,0%.



