Il polo vinicolo della famiglia Marzotto conferma una crescita non a scapito dell’ambiente
Herita Marzotto Wine Estates ha pubblicato la quarta edizione del proprio Bilancio di Sostenibilità, riferita all’esercizio 2025. Il documento è redatto in coerenza con la direttiva europea CSRD e secondo gli standard ESRS, e offre una rappresentazione integrata delle performance ambientali, sociali e di governance di un gruppo che supera i 246 milioni di euro di giro d’affari e ha venduto oltre 25 milioni di bottiglie in più di 90 Paesi.
Sul fronte della decarbonizzazione i dati indicano un miglioramento netto.
L’impronta carbonica complessiva è scesa dell’8,68%, mentre l’intensità emissiva rapportata al fatturato ha registrato un calo dell’8,09%: la crescita, dunque, non procede a scapito dell’ambiente. Le emissioni dirette di Scope 1 risultano azzerate grazie agli assorbimenti biogenici delle aree boschive di proprietà, mentre quelle indirette da energia di Scope 2 si sono ridotte del 21,52%. L’energia elettrica da fonti rinnovabili supera il 70%, tra acquisti certificati e autoproduzione fotovoltaica, e copre quasi il 40% del fabbisogno energetico complessivo.
Rilevanti anche gli indicatori di circolarità. Il vetro riciclato post-consumo impiegato per le bottiglie sale al 56,7%, il 98,4% del packaging in carta e cartone è certificato FSC o PEFC e il 96,9% dei rifiuti è stato avviato a recupero. I prelievi idrici calano del 2,61%, mentre in Italia l’intera superficie vitata è gestita in regime biologico o di viticoltura integrata certificata SQNPI.
Il percorso è iniziato oltre dodici anni fa con la misurazione e la compensazione delle emissioni del Pinot Grigio Santa Margherita in Canada, e ha portato Herita a essere la prima realtà vitivinicola italiana certificata carbon neutral sull’intero perimetro aziendale. Il gruppo si è inoltre aggiudicato il primo posto ai Sustainability Award 2025 nella categoria Leader ESGFI. Per il presidente Gaetano Marzotto i fattori ESG sono ormai «parte integrante della nostra identità».
Guardando avanti, la sfida principale è l’abbattimento delle emissioni di Scope 3 lungo la catena di fornitura, con packaging in vetro più leggero, logistica sostenibile e biocarburanti HVO. Sul piano della governance restano da completare il protocollo EQUALITAS e il Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001, mentre le certificazioni ISO 14001 e ISO 45001 sono attese entro il 2030.



