Mercati europei, continua l’incertezza nel Vecchio Continente

Stamattina i listini europei sono influenzati dal parziale allentamento delle tensioni politiche in Francia e dalle preoccupazioni macroeconomiche per la frenata della fiducia degli investitori in Germania e per i rinnovati timori inflazionistici nel Regno Unito.

  • FTSE MIB: +0,35% a 49193,92 punti. Il listino milanese si muove in territorio positivo. Dopo le forti tensioni dei giorni scorsi legate ai disordini politici francesi che avevano allargato lo spread BTP-Bund, Piazza Affari sperimenta un rimbalzo tecnico guidato dal forte ipervenduto di breve termine e dal parziale recupero dei titoli energetici.
  • DAX 40: +0,15%. L’indice tedesco registra un andamento debole ma leggermente positivo.  Sulla borsa di Francoforte pesa il forte deterioramento della fiducia degli investitori emerso dall’indice ZEW di ottobre (sceso a 28,1 punti contro i 30 attesi).  Il sentiment macroeconomico resta incerto a causa degli alti costi energetici che frenano consumi e investimenti, ma viene parzialmente bilanciato dai positivi risultati delle trimestrali societarie europee.
  • CAC 40: +0,41%. Nonostante le forti preoccupazioni fiscali e i disordini civili che hanno colpito la Francia negli ultimi giorni, l’indice parigino avanza trainato principalmente dalle ottime performance societarie. In particolare, spicca il balzo di EssilorLuxottica (oltre +11%) che ha battuto nettamente le stime sui ricavi del terzo trimestre grazie alla resilienza delle vendite di occhiali tradizionali.
  • FTSE 100: -0,07%. Il listino di Londra è l’unico in controtendenza e si muove in lieve calo. La pressione ribassista è guidata dai dati sull’inflazione del Regno Unito (CPI), risultati più alti del previsto nel mese di settembre. Questo incremento riaccende i timori per tassi di interesse elevati più a lungo e per un potenziale aumento da parte della Bank of England il mese prossimo, penalizzando soprattutto i settori bancario e minerario.

Aggiornamento di Wall Street: S&P 500 e Nasdaq

La sessione statunitense ha evidenziato una netta rotazione dai titoli tecnologici verso quelli ciclici e value. L’indice S&P 500 è salito dello 0,28% a 7.712,57 punti, sostenuto da energia e finanza, mentre il Dow Jones ha guadagnato l’1,02% chiudendo a 52.496 punti. Per contro, il Nasdaq ha ceduto lo 0,02% a 26.425 punti, appesantito da prese di beneficio sul comparto IA, dovute ai dubbi sulla sostenibilità dei CapEx, e dall’aumento dei rendimenti dei Treasury (con il decennale oltre il 5,04%), che penalizza i titoli growth. L’attenzione si sposta ora sulle prossime trimestrali di Meta e Tesla.

Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione 24h Variazione YTD
Oro4.120,99 $/t.oz-0,09%-4,60%
Petrolio Brent110,09 $/Bbl+1,20%+80,88%
Petrolio WTI99,22 $/ Bbl+1,44%+72,70%
Gas TTF (EU)87,82 €/MWh+4,21%+213,92%
Argento 57,24 $/t.oz-1,24%+18,17%

Calendario Macro-Finanziario Odierno

Ora Paese Evento Dato PrecedenteAttesa (Consensus)
01:50Giappone (JPY)Saldo Bilancia Commerciale (Set)-1.111,9 Mld ¥-181 Mld ¥
08:00Regno Unito (GBP)Inflazione Consumo (CPI) Annuale (Set)3,1%3,4%
08:00Regno Unito (GBP)Inflazione Consumo (CPI) Mensile (Set)0,5%0,3%
08:00Regno Unito (GBP)Indice Prezzi Produzione (PPI) Annuale3,7%–
13:00Stati Uniti (USD)Richieste Mutui MBA (Settimanale)-2,7%–
16:30Stati Uniti (USD)Scorte di Petrolio Greggio EIA (Settim.)-8,56 Mln Barili-300K Barili

Focus Italia

Piazza Affari ha registrato un avvio di seduta inizialmente positivo, con un frazionale rialzo fino allo 0,31%, per poi perdere slancio e flettere verso il 25%. La zavorra principale del listino milanese è stata la forte ondata di vendite che ha colpito il comparto bancario, con istituti come UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banca Mediolanum e Monte dei Paschi di Siena in calo di circa quattro punti percentuali.

Questa debolezza strutturale delle banche è strettamente legata alle forti tensioni registrate sul mercato del debito sovrano. Durante la giornata si è assistito a un allargamento dello spread tra BTP e Bund tedesco, arrivato a ridosso dei 118 punti base, accompagnato da un innalzamento del rendimento del titolo decennale italiano al 4,71%. Poiché le banche italiane detengono tradizionalmente ampi portafogli di titoli di Stato, l’aumento dei rendimenti obbligazionari si traduce meccanicamente in una svalutazione di questi asset a bilancio, innescando le vendite da parte degli investitori.

A cercare di bilanciare le perdite del settore finanziario sono intervenuti i titoli legati all’energia, alla tecnologia e alle infrastrutture. In particolare, Eni ha beneficiato dell’aumento delle quotazioni del petrolio, trainato da un Brent saldamente sopra i 110 dollari al barile a causa delle tensioni geopolitiche. Un contributo fortemente positivo è arrivato anche da Prysmian, che ha registrato robusti rialzi a valle della decisione di rivedere al rialzo la guidance per l’intero esercizio in corso, forte di un indebitamento in calo e di un margine operativo lordo in crescita. Infine, ha mostrato un andamento positivo anche STMicroelectronics, supportata dalle prospettive incoraggianti diffuse dai concorrenti statunitensi nel settore dei semiconduttori.

Il nodo dello Spread e i timori sul debito

Nelle contrattazioni odierne, lo spread BTP-Bund è salito a 116-118 punti base e il rendimento del BTP decennale è schizzato al 4,71%. La fine del riacquisto dei titoli in scadenza da parte della BCE, unita all’inflazione spinta dal petrolio, porta gli investitori a richiedere un maggior premio al rischio sull’Italia.

Le svalutazioni mark-to-market dei BTP nei bilanci bancari spiegano il crollo a Piazza Affari di UniCredit (-4,07%), Intesa Sanpaolo (-4,02%), Banca Mediolanum (-4,3%) e MPS (-3,74%).

Tra le manovre strategiche, BlackRock ne ha approfittato salendo al 7,3% in Intesa Sanpaolo e all’8,9% in UniCredit. Si segnalano inoltre le indiscrezioni su una scalata di UniCredit (guidata da Andrea Orcel) su Banca Generali e l’attesa per l’assemblea dei soci di MPS del 29 ottobre.

Assicurazioni Generali: Nuova Governance e Accentramento

Il CdA di Generali ha approvato una profonda riorganizzazione eliminando la carica di Direttore Generale. Di conseguenza, Marco Sesana e Jaime Anchústegui lasceranno il Gruppo entro il 31 dicembre 2026.

Dal 2 novembre 2026, le deleghe operative faranno capo al Group Deputy CEO Giulio Terzariol per snellire la catena di comando, velocizzare le decisioni e preparare il prossimo piano industriale dopo “Lifetime Partner 27”. La struttura internazionale si dividerà in cinque macro-aree (con l’Italia autonoma nel Corporate) e nasceranno unità M&A dedicate. Nonostante l’obiettivo di creare sinergie e aumentare la redditività, il titolo cede oltre il 2% (-2,02%) per le pressioni sul settore finanziario.