I controlli hanno riguardato i ristoranti delle principali mete turistiche venete, dal litorale veneziano fino al Lago
Dai controlli della Guardia Costiera nell’ambito dell’operazione “STIGE”, che ha interessato anche il territorio bresciano e il comprensorio turistico del Lago di Garda, è emerso che in alcuni magazzini che riforniscono anche i ristoranti del basso Garda ci sono prodotti ittici scaduti o privi di una corretta etichettatura. Un primo magazzino, cash & carry, è stato beccato nel basso Garda, dove sono stati individuati 240 chili di prodotti ittici scaduti o non etichettati correttamente con contestuale smaltimento della merce e per l’attività è scattata una sanzione amministrativa di 4mila euro.
L’operazione, coordinata a livello regionale dal Centro di controllo area pesca della Direzione Marittima di Venezia, ha coinvolto la filiera ittica dalla Lombardia orientale al Veneto, comprese le Province autonome di Trento e Bolzano. Il bilancio complessivo è di 52 ispezioni, circa 1,8 tonnellate di prodotti ittici sequestrati e 20mila euro di sanzioni amministrative, per un totale di dieci verbali.
I controlli hanno riguardato i ristoranti delle principali mete turistiche venete, dal litorale veneziano fino al Lago di Garda. In questo ambito sono stati riscontrati 50 chili di prodotti ittici scaduti o non tracciati, con sanzioni complessive per 8mila euro. In un locale del Circondario Marittimo di Caorle, infine, le gravi carenze igienico-sanitarie hanno portato alla chiusura immediata del ristorante e alla sospensione temporanea dell’attività.
Una particolare attenzione è stata rivolta anche ai fornitori di hotel e ristoranti nella provincia di Brescia, dove, in collaborazione con il Servizio Veterinario dell’ATS della provincia – Distretto di Lonato, sono stati ispezionati tre grossisti che riforniscono le attività del territorio bresciano e del comprensorio turistico gardesano.
In uno dei magazzini sono stati sequestrati 640 chili di prodotti ittici, tra totani, acciughe, salmoni, tonni pinna gialla, branzini, lavarelli, persici e stoccafisso, privi delle informazioni necessarie a garantirne la tracciabilità. La merce non consentiva di risalire correttamente alla provenienza, alle zone e ai metodi di cattura, né alle procedure di lavorazione e alle relative date di produzione e scadenza, per cui, al titolare, è stata data una sanzione di 2mila euro. Le verifiche hanno fatto emergere anche gravi carenze nelle procedure di lavorazione e conservazione. Per questo motivo è stato disposto il blocco ufficiale di altri 700 chili di prodotti ittici già lavorati e pronti per la vendita, oltre alla sospensione dell’attività di congelamento fino all’approvazione di nuove procedure conformi alle norme sulla sicurezza alimentare.
Durante l’ispezione ambientale nella stessa azienda è stato riscontrato anche uno smaltimento irregolare dei rifiuti, trasportati con gli stessi mezzi utilizzati per i prodotti ittici e per questo motivo è scattata una denuncia penale per il titolare.



