I mercati europei respirano con il petrolio che allenta la pressione

(rfg) I principali listini azionari europei si muovono in territorio positivo, trainati dal sentiment favorevole nel settore finanziario e dal generale allentamento delle pressioni inflazionistiche, grazie al calo del prezzo del petrolio greggio. Nonostante persistano elementi di cautela legati alle imminenti decisioni di politica monetaria della BCE e della Bank of England, l’andamento odierno evidenzia una discreta propensione al rischio, con la borsa di Milano che guida i guadagni seguita dai moderati rialzi di Parigi e Francoforte, mentre Londra rimane più arretrata a causa della debolezza dei titoli energetici.

  • FTSE MIB: +0,60% a 49.798,56 punti. Il listino di Milano guida i guadagni in Europa. Il movimento positivo è guidato dal forte rialzo del comparto bancario (tra cui UniCredit e Intesa Sanpaolo) e dal calo dei prezzi del petrolio greggio (Brent tornato sotto i 110 $ al barile), che favorisce la propensione al rischio riducendo i timori inflazionistici.
  • DAX 40: +0,38%. La borsa di Francoforte si muove in territorio moderatamente positivo. Il sentiment generale beneficia dei dati positivi sull’indice PMI manifatturiero della zona euro di ottobre e del calo energetico. L’attenzione degli investitori rimane tuttavia cauta in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e della riunione della BCE in settimana.
  • CAC 40: +0,50%. Il listino parigino registra un rialzo, tentando un recupero nonostante alcune forti pressioni contrarie derivanti dal declassamento dell’outlook della Francia (portato a “negativo” da Fitch) e dal crollo verticale del titolo Alstom dovuto al taglio delle stime finanziarie.
  • FTSE 100: +0,11%. Il mercato di Londra viaggia sulla parità, sottoperformando i listini continentali. L’indice è fortemente zavorrato dalla flessione dei colossi petroliferi (come BP e Shell) condizionati dal forte ribasso del greggio Brent, compensato parzialmente dall’attesa per la decisione sui tassi della Bank of England.

Aggiornamento S&P 500, Nasdaq e Contesto Statunitense

La capitalizzazione (mega-cap) dei semiconduttori e dei servizi cloud ha pesato sulla chiusura, mentre il VIX è balzato del 12,91% a 19,42 punti, segnalando maggiore avversione al rischio. Tuttavia, i futures USA indicano un tentativo di rimbalzo (+0,3% lo S&P 500, +0,7% il Nasdaq). L’attenzione è rivolta alle trimestrali di Apple (oltre 5 trilioni di market cap) e Palantir, test chiave per il sentiment sull’AI.

Altro market mover sono le elezioni di midterm USA: i Repubblicani guidano la raccolta fondi (830,5 milioni di dollari contro 224,7), ma Decision Desk HQ stima per i Democratici il 77% di probabilità alla Camera e il 56% al Senato. I mercati prezzano un “governo diviso”, scenario che limita il deficit (rendimento del Treasury decennale al 4,93%) e frena nuove regolamentazioni su tech, AI e criptovalute.

Materie prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione 24hVariazione YTD
Oro 3.897,46 $/t.oz+0,56%-9,78%
Argento50,23 $/t.oz+2,70%-29,47%
Petrolio Brent108,43 $/Bbl-4,40%+79,03%
Petrolio WTI99,58 $/Bbl-4,35%+74,12%
Gas Naturale TTF 100,41 €/MWh-3,42%+257,21%

Perché il prezzo dell’oro sta scendendo?

L’oro ha perso quasi un quarto del suo valore dall’inizio della guerra tra USA e Iran. Venerdì è sceso lievemente fino a $3.975 l’oncia, prima di risalire intorno a $4.000 lunedì. Nonostante questo calo, gli investitori hanno continuato a riversare miliardi nei gold ETF per buona parte della discesa. Le partecipazioni nei gold ETF sono aumentate nettamente mentre il prezzo crollava. L’aumento dei prezzi del petrolio ha riacceso i timori sull’inflazione, rendendo più probabili ulteriori rialzi dei tassi di interesse negli USA.

La Federal Reserve ha alzato i tassi a settembre e i mercati ora vedono circa un’80% di probabilità di un altro aumento a dicembre. Tassi più alti rendono le obbligazioni fruttifere più attraenti rispetto all’oro, che non offre rendimento. Anche la vendita di titoli tecnologici della scorsa settimana ha aggiunto pressione, poiché gli investitori hanno venduto asset per ottenere liquidità.

Nel frattempo, i dati CFTC mostrano che i gestori di fondi hanno progressivamente ridotto le posizioni rialziste sui future dell’oro, arrivando a un saldo netto di 104.206 contratti il 20 ottobre.

Calendario macroeconomico: i maggiori eventi finanziari di oggi

Ora Paese Evento PrecedentePrevisioneDato Attuale
09:55🇩🇪 Germania (EUR)Indice PMI Manifatturiero Finale (Ott)53,954,254,2
10:00🇪🇺 Eurozona (EUR)Indice PMI Manifatturiero Finale (Ott)52,952,4 (Prelim.)52,7

Focus Italia

Il MIB mostra una netta polarizzazione settoriale che guida la performance dell’indice principale. 

Il listino è sostenuto in modo massiccio dal comparto finanziario, che si presenta quasi interamente tinto di verde: spiccano le ottime performance di Finecobank (+2,08%), UniCredit (+1,52%), BPER Banca (+1,23%), Banca MPS (+1,11%) e Intesa Sanpaolo (+0,93%). Nel ramo assicurativo, risultano ben comprate UnipolSai (+1,47%) e Generali (+0,52%). L’unica eccezione di rilievo tra le banche è rappresentata da Banco BPM, che cede lo 0,66%.

A fare da zavorra al listino milanese ci pensano invece le società energetiche e le utilities: Eni perde lo 0,94%, mentre Enel arretra dello 0,42%, affiancata dal deciso calo di A2A e dalla debolezza di Terna (-0,46%). Pressione in vendita anche sul comparto delle comunicazioni, con Telecom Italia (TIT) in flessione dell’1,48%. Nel settore dell’automotive e dei beni durevoli si segnala un andamento in rosso sia per Stellantis (-0,63%) che per Ferrari (-0,41%). Da notare, infine, il buon rimbalzo intraday per il settore della tecnologia elettronica con Leonardo (+1,22%) e STMicroelectronics (+0,92%), così come l’ottima intonazione del lusso con Moncler in solido rialzo dell’1,99%.