Mercati europei rossi in attesa del risultato dei mid-terms statunitensi

I mercati europei si muovono in territorio negativo, risentendo del clima di forte cautela globale indotto dall’inasprimento delle tensioni geopolitiche che ha fatto rimbalzare il prezzo del petrolio, mentre gli investitori preferiscono assumere posizioni difensive ed evitare l’esposizione al rischio in vista delle imminenti elezioni di metà mandato (mid-terms) negli Stati Uniti.

  • FTSE MIB: -0,61% a 49.642,73 punti. Il listino di Milano risente di un’ondata di vendite che sta colpendo i titoli tecnologici a livello globale ed europeo. A zavorrare l’indice contribuiscono anche le vendite sul comparto bancario (influenzato da trimestrali europee e dai dettagli sulle contribuzioni finanziarie alla manovra di bilancio nazionale) e su quello automobilistico. Fa eccezione Lottomatica che, grazie a conti trimestrali positivi, riesce a muoversi in controtendenza.
  • DAX 40: -0,71%. Il mercato di Francoforte soffre l’inasprimento delle tensioni geopolitiche globali. Le recenti notizie di attacchi statunitensi su obiettivi legati all’Iran hanno innescato un rimbalzo del prezzo del greggio, penalizzando il sentiment degli investitori. Inoltre, i timori legati alla marginalità del settore tech (innescati dai recenti aggiornamenti delle big tech USA sulle spese in semiconduttori e infrastrutture AI) pesano sull’indice tedesco.
  • CAC 40: -0,37%. Anche la borsa di Parigi si accoda al trend ribassista continentale, risentendo del clima di forte cautela. Gli investitori preferiscono assumere posizioni difensive ed evitare l’esposizione al rischio in vista di importanti appuntamenti istituzionali ed economici della settimana, tra cui le imminenti elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e le riunioni di politica monetaria della Fed e della BCE.
  • FTSE 100: -0,48%. A Londra, la debolezza del listino è guidata principalmente dai settori del commercio al dettaglio e dei beni di consumo di prima necessità. In particolare, il crollo di oltre il 3% di Associated British Foods (dovuto a una contrazione dei profitti legata alla divisione Primark e ai prezzi agricoli) ha trascinato l’indice verso il basso. Sullo sfondo rimane l’atteggiamento guardingo per l’imminente decisione sui tassi d’interesse della Bank of England.

Wall Street: instabilità nei mercati oltreoceano

Nelle ultime sessioni, i mercati statunitensi hanno assistito a una severa correzione, con l’S&P 500 che ha ceduto l’1,82%, scivolando a 7.580,07 punti, e il Nasdaq 100 che ha registrato un vero e proprio tracollo del 3,46%, precipitando a quota 28.384,85. Il sell-off tecnologico ha bruciato circa 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione in pochi giorni, innescato dai timori crescenti sulla sostenibilità degli investimenti legati all’Intelligenza Artificiale (AI). Le trimestrali dei colossi del settore hanno evidenziato un consumo di cassa allarmante per il potenziamento delle infrastrutture di calcolo; il caso emblematico di Alphabet (Google), che ha registrato un deflusso di cassa stimato in 9 miliardi di dollari, ha sollevato pesanti interrogativi sui tempi di effettivo ritorno sugli investimenti.

A gravare sul comparto tech sono intervenuti anche gli avvertimenti del Fondo Monetario Internazionale, che ha evidenziato come l’eccesso di leva finanziaria accumulata per finanziare la corsa all’AI ponga ormai rischi sistemici per la stabilità finanziaria globale. Gli investitori si trovano così costretti a scontare un duplice rischio: da un lato la possibile compressione dei margini operativi delle Big Tech, dall’altro l’incertezza legata alle odierne elezioni di Midterm negli Stati Uniti, dove un eventuale mutamento degli equilibri al Congresso potrebbe tradursi in un inasprimento normativo per il settore tecnologico e in nuove limitazioni per l’export di semiconduttori verso l’Asia.

Materie prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione 24hVariazione YTD
Oro3.901,92 $/t.oz-1,14%-0,77%
Petrolio Brent106,64 $/Bbl+1,77%+71,16%
Petrolio WTI98,26 $/Bbl+1,89%+75,31%
Gas Naturale EU (TTF)98,28 €/MWh+3,71%+248,68%
Argento 48,730 $/t.oz-3,80%+3,33%

Calendario macro-finanziario

OrarioEventoPrevisioneDato Precedente
16:00USA – Nuovi Lavori JOLTs (Settembre)7,110M7,079M
16:00USA – Ordini alle Fabbriche (Mensile – Settembre)1,2%0,1%
Tutto il giornoElezioni di Midterm USA 2026––

Focus Italia

L’apertura del FTSE MIB mostra un quadro spiccatamente ribassista, dominato dalle vendite sui comparti tecnologico, industriale e finanziario. 

I cali più marcati si concentrano nel settore tecnologico, manifatturiero e delle materie prime, con STMicroelectronics (STMMI) che cede il 2,14%, Tenaris (TEN) a -2,54% e Prysmian (PRY) in calo dell’1,35%, confermando le forti pressioni in atto su questi comparti. Il settore automotive e del lusso non viene risparmiato, evidenziando le flessioni di Stellantis (-1,49%) e Ferrari (-0,83%). 

Anche il macro-settore bancario, elemento di maggior peso del listino, è prevalentemente in rosso: spiccano i cali di Banco BPM (-1,37%), UniCredit (-1,10%) e BPER Banca (-1,03%), mentre Intesa Sanpaolo limita la flessione a un -0,15% e Unipol (UNI) si muove in controtendenza segnando un +0,62%. L’unico vero blocco che agisce da scudo difensivo in questa mattinata è quello delle utilities: sebbene il peso massimo Enel sia fermo sulla parità (0,00%), si notano i netti rialzi delle reti regolate come Terna (+0,82%), Snam (+0,68%) e Italgas (+0,56%), che in questa fase di incertezza riescono ad attrarre capitali in cerca di minor volatilità. 

La resilienza dello Spread BTP-Bund

Nonostante le nuvole che si addensano sul quadro azionario e le fosche previsioni sull’inflazione, il mercato del debito sovrano italiano trasmette un inaspettato e poderoso segnale di stabilità istituzionale. Il differenziale di rendimento tra il BTP decennale italiano e l’omologo Bund tedesco ha aperto la settimana in fase di restringimento, navigando in queste ore all’interno di un canale molto compresso compreso tra i 113 e i 117 punti base.

Nelle contrattazioni odierne, il rendimento del BTP a 10 anni si attesta in area 4,45% – 4,50%, mentre il Bund tedesco si muove intorno al 3,29% – 3,32%. Questo ristretto premio al rischio testimonia come gli investitori istituzionali, nazionali ed esteri, abbiano assorbito e giudicato sostenibile il percorso fiscale delineato nella legge di bilancio 2027. Le recenti aste governative hanno mostrato un solido tasso di copertura (bid-to-cover spesso superiore a 1,7x) su tutte le scadenze. I mercati apprezzano la sintonia fiscale con i paletti europei, considerando al momento il debito italiano scevro dai rischi di frammentazione finanziaria che avevano caratterizzato le precedenti crisi geopolitiche.