Tommasi,quel posto è nostro

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Sempre più vicino il Commissariamento. La provincia “decide” – forse – lunedì

Il tono della voce è leggero, ma le parole sono pesanti. Dopo due settimane di stallo, dopo un consiglio d’amministrazione decaduto, nell’attesa che arrivi un emendamento da Roma oppure più verosimilmente un commissario dalla Regione, l’azionista Damiano Tommasi chiama i giornalisti al termine della riunione di Giunta e spara a zero: «Trovo irresponsabile che si pensi eslcusivamente a quanto potrà accadere fra sette mesi (le prossime elezioni amministrative.ndr) e non a cosa serve a Verona, al suo tessuto produttivo, nei prossimi dieci anni. Sono molto preoccupato per la situazione che si è creata, si è scelto di mandare in stallo una società che è dei veronesi e che è stata costituita all’insegna del rispetto istituzionale di tutte i soci presenti: Comune, Provincia e Camera di commercio. Un ente pensato per lo sviluppo che deve operare rispettando – ripeto – tutte le componenti e con un’ottica di programmazione e non di calcolo politico a breve termine. Uno stallo costruito senza pensare alle conseguenze».
Arriverà dunque il commissariamento: non è ipotizzabile convocare nuovamente il consiglio?
«Il vecchio consiglio è scaduto e non può più essere prorogato. Non si facciano illusioni. Ci sono già sei nuovi consiglieri, la maggioranza del futuro cda, già regolarmente indicati che aspettano soltanto di essere convocati. Cosa facciamo? Cancelliamo le loro nomine? E come? Perchè? Se però entriamo nei tecnicismi perdiamo di vista il vero punto: ovvero, mettere il consorzio Zai in condizioni di essere pienamente operativo quanto prima. E dato che lo statuto vigente delega al direttore generale pochissimi poteri oltre l’ordinaria amministrazione questa situazione rischia di generare grossi danni».
Reclamate un consigliere di centrosinistra nella terna degli eletti della Provincia?
«In Comune abbiamo rispettato il principio di garantire la più ampia rappresentatività. Andremo in Consiglio provinciale e vedremo cosa ha intenzione di fare il centrodestra: se rispettare lo spirito costituente della Zai oppure no».
Lunedì scorso gli Industriali sulla Marangona sono andati giù pesanti. Cosa si sente di rispondere?
«Il futuro della Marangona dipende da tante cose, non ultima la programmazione della Regione. Ma sono preopccupato anche io: se non si riesce a formare nemmeno un consiglio d’amministrazione non vedo come sia possibile pianificare a lungo termine su una questione così strategica per Verona».
La palla torna dunque al Consiglio Provinciale che, pare, dovrebbe riuscire a riunirsi lunedì prossimo anche se il centrodestra fa pressione per avere una settimana in più per tentare di ricucire.