Trasporto pubblico e trasformazione urbana: Verona guarda al modello Brescia

Il ruolo della mobilità pubblica nella trasformazione urbana: il sistema-Brescia come modello virtuoso di studio e di approfondimento anche per Verona, città assimilabili per dimensione, posizione e conformazione geografica, per origine, stratificazione e per vocazione industriale.

L’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Verona propone nel suo terzo incontro dedicato alle “Infrastrutture possibili” – grandi opere infrastrutturali diventati simboli di connessione, sviluppo, mobilità e sostenibilità – il focus sulla mobilità e propone come caso particolarmente significativo nel panorama italiano la città di Brescia come città in movimento che, pur dalle dimensioni contenute, ha scelto di investire con decisione nel trasporto pubblico, realizzando una metropolitana e progettando una nuova rete tranviaria e nuove strategie per la mobilità urbana.

L’incontro, in programma venerdì 6 novembre dalle ore 18 alle 20 in M15, sede dell’Ordine (via Santa Teresa, 2), sarà occasione per ripercorrere i progetti già realizzati a Brescia, conoscere quelli in corso e le strategie future per la mobilità pubblica bresciana.

Curato dall’architetto e consigliere Leopoldo Tinazzi, l’appuntamento vedrà gli interventi di Marcella Gonella, ingegnere e Direttore d’esercizio Metro di Brescia e Vera Sabatti, architetto, direttore tecnico Brescia Mobilità e RUP progetto tram. “Dopo la Galleria di Base del Brennero, la “stazione-museo” Roma Colosseo – Fori Imperiali, al centro del prossimo incontro poniamo il tema cruciale della mobilità, interrogandoci sul ruolo che le infrastrutture di mobilità urbana hanno nella trasformazione e nella qualità urbana di una città. Lo faremo guardando, ancora una volta, a modelli significativi e riusciti come quello di Brescia. Un esempio che, a meno di 80 km da noi, rappresenta un caso unico per progetti realizzati: dalla metropolitana, con le due nuove linee di tram elettrico come progetti in fieri e l’elevatore turistico”, la sottolineatura del consigliere Leopoldo Tinazzi.