LA BOCCIATURA DEL PUA A QUINZANO/SAN ROCCHETTO

Chiesa di San Rocco (Quinzano)
(di Giorgio Massignan)

Oggi, giovedì 5 novembre, il Consiglio comunale di Verona discuterà se concedere o meno la proroga a sette PUA (Piani Urbanistici Attuativi), sei dei quali la Giunta ha bocciato.

Il PUA più importante tra i bocciati è quello relativo alla zona di San Rocchetto / Quinzano, (Scheda Norma n. 131 del P.I.), i cui terreni sono di proprietà de: Immobiliare S. Stefano S.r.l., San Rocchetto S.r.l. e Mar S.p.A., che ha minacciato di ricorrere al TAR per contestare l’eventuale bocciatura del Consiglio comunale, minacciando di chiedere i danni ai consiglieri che la voteranno.

Ovviamente, questa intimidazione ha creato il panico tra i membri del Consiglio, alcuni dei quali hanno manifestato il proposito di abbandonare l’aula durante la votazione.

La domanda da porsi è: “La Pubblica Amministrazione comunale ha il diritto di bloccare la proroga di un PUA scaduto?”

La risposta è che, salvo specifiche disposizioni di legge o di convenzione, il Comune non ha l’obbligo giuridico di prorogare un PUA giunto a scadenza naturale.

L’Amministrazione gode di un’ampia discrezionalità valutativa circa le scelte di assetto e governo del territorio.

I PUA hanno, per legge, un’efficacia massima standard pari a 10 anni.

Scaduto il termine decennale previsto dal PI (Piano degli Interventi), senza che la lottizzazione o le opere siano state realizzate, il PUA diventa inefficace.

Ricevuta un’istanza di proroga o riadozione da parte del privato, il Comune non è obbligato ad assentire, ma deve valutare la conformità dell’intervento rispetto all’interesse pubblico attuale.

Se le scelte di pianificazione generale dell’Amministrazione sono mutate o se il PI individua nuove priorità pubbliche come la tutela ambientale delle zone collinari, la contrazione del consumo di suolo, etc… il Comune può legittimamente prendere atto della decadenza del PUA.

Non sussiste alcun “diritto acquisito” del privato al mantenimento dell’edificabilità della zona dopo la scadenza del piano.

In particolare, le aree collinari a nord di Verona come quelle intorno a Quinzano e San Rocchetto, sono sottoposte a rigidi vincoli paesaggistici, idrogeologici e ambientali.

Se in questa zona il PUA è scaduto, il Comune di Verona può adottare una linea rigorosa sulla tutela del territorio collinare e sulla limitazione del consumo di suolo, attenendosi agli indirizzi attuali di salvaguardia paesaggistica.

Il PUA di Quinzano riguarda un’area collinare in posizione di elevato valore paesaggistico e ambientale.

L’intervento ricade a circa 50 metri dalla Chiesa di San Rocco (risalente al X secolo) e a circa 150 metri dall’Eremo di San Rocchetto, adiacente al Progno di Quinzano.

Prevede l’edificazione residenziale con la relativa realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e viabilità d’accesso, inclusi interventi su via Selva e via Zavarise.

L’intera area è sottoposta a vincolo paesaggistico ex D.M. 7 marzo 1966 e regolata dalle norme NTO del Piano degli Interventi sulla rete ecologica e sulla tutela del paesaggio (artt. 57, 60, 62).

Il TAR Veneto e il Consiglio di Stato avevano già, precedentemente, respinto i ricorsi dei privati, confermando la piena legittimità dell’operato del Comune di Verona.

Queste sentenze hanno costituito un solido precedente a supporto delle politiche di azzeramento del consumo di suolo, in linea con la L.R. Veneto 14/2017 e le varianti al Piano degli Interventi del Comune di Verona.

Hanno stabilito che un PUA scaduto o in stallo non beneficia di proroghe ad libitum. L’amministrazione comunale ha la facoltà e il dovere di valutare se l’opera sia ancora coerente con l’interesse pubblico attuale.

Le aree sottratte alla lottizzazione di San Rocchetto rientrano di fatto nella disponibilità del Comune per essere riclassificate a verde, zona agricola o di rispetto ambientale nei successivi aggiornamenti del Piano degli Interventi.

Va detto che gli uffici tecnici della Direzione Urbanistica del Comune avevano istruito favorevolmente la proposta di PUA, ritenendola tecnicamente conforme alla capacità edificatoria teorica prevista dallo strumento generale.

Tuttavia, l’approvazione tecnica degli uffici comunali non costituisce approvazione definitiva.

Il PUA per essere approvato necessita del voto favorevole della Giunta e del Consiglio comunale.

Inoltre, gli uffici urbanistici comunali valutano la conformità a volumi, altezze e distanze (NTO), ma non hanno la competenza statale sulla tutela dei vincoli ambientali e storici di livello nazionale.

In sintesi, i pareri favorevoli degli uffici erano solo pareri di conformità edilizio-urbanistica teorica.

Se il Consiglio comunale boccerà la richiesta di proroga, sarà preservata la continuità visiva e naturalistica tra il Borgo storico, il secentesco Eremo e la Chiesa di San Rocco, evitando la cementificazione dei terrazzamenti.

Eviterà l’impermeabilizzazione dei suoli in un’area a potenziale rischio idraulico e idrogeologico, salvaguardando il naturale reticolo di scorrimento delle acque collinari.

La minaccia della proprietà di adire nuovamente alle vie legali e di chiedere il risarcimento danni personale ai singoli consiglieri comunali, rappresenta una precisa e ricorrente strategia di pressione giuridico-politica nelle controversie urbanistiche di valore milionario.

Va tuttavia evidenziato che la minaccia di richiesta danni si scontra con la solida giurisprudenza in materia di discrezionalità urbanistica.

Se il Consiglio comunale motiva espressamente il diniego della proroga sulla base di sopravvenute ed effettive esigenze di interesse pubblico, quali la tutela ambientale, il piano di salvaguardia del paesaggio, o la non rispondenza ai nuovi criteri del Piano degli Interventi, i consiglieri agiscono nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali.

La condanna personale del consigliere scatta unicamente in presenza di manifesta illegittimità, dolo o colpa grave, condizione che raramente si configura in scelte di politica urbanistica.

Mi auguro che domani i consiglieri comunali non si facciano intimorire dalle minacce della proprietà e agiscano per bene della loro città.