Mercati europei positivi. Milano si concentra sulle trimestrali di BPER e FinecoBank

Il principale motore dei mercati è la reazione alla vittoria dei Democratici nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che ha ridotto la volatilità, indebolito il dollaro e innescato un netto calo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari.

  • FTSE MIB: +0,26% a 51.163,51 punti. il listino di Milano mostra un andamento positivo trainato principalmente dal settore bancario, che beneficia del miglioramento delle prospettive macroeconomiche ed energetiche globali. I guadagni sono parzialmente frenati dalle prese di beneficio sui titoli tecnologici e della difesa, penalizzati dai timori di possibili tagli alla spesa militare statunitense sotto il nuovo Congresso.
  • DAX 40: +0,61%. L’indice di Francoforte è sostenuto dal forte recupero dei comparti industriali ciclici, in particolare automobilistico (auto & parts) e minerario. Il calo dei costi dell’energia e del gas (TTF) allevia le pressioni sulle aziende manifatturiere tedesche, favorendo l’estensione del rally.
  • CAC 40: +0,92%.Parigi registra una performance robusta guidata dai beni di consumo e dal settore delle materie prime. A dare una spinta decisiva sono i conti trimestrali positivi di colossi del settore dei materiali di base come ArcelorMittal, i cui risultati superiori alle attese hanno sollevato l’intero comparto europeo.
  • FTSE 100: +0,62%. Il listino di Londra avanza grazie alla spinta delle grandi società minerarie e dei titoli legati a viaggi e tempo libero. Il movimento rialzista avviene nonostante la cautela degli investitori per la riunione odierna della Bank of England, dalla quale il mercato si attende un rialzo del tasso di riferimento di 25 punti base (portandolo al 4%) per contrastare le pressioni inflazionistiche residue.

Wall Street in rialzo

La prospettiva di un governo diviso, o comunque di un ricalibramento delle politiche fiscali ed espansive statunitensi, ha favorito un deciso calo dei rendimenti dei Treasury. Il rendimento del decennale americano (10-Year Treasury Yield) ha registrato una flessione, scendendo sotto la soglia psicologica del 5,00% e posizionandosi in area 4,90% – 4,95%.

Questo allentamento della pressione sui tassi ha fornito un formidabile assist all’azionario globale, sebbene gli indici statunitensi mostrino una marcata rotazione settoriale. L’indice S&P 500, pur trovando supporto generale, si attesta in area 7.541 – 7.757 punti, mostrando una reattività positiva ai minori costi di finanziamento impliciti. Al contrario, il Nasdaq Composite, pur navigando tra i 25.164 e i 26.702 punti, è stato recentemente appesantito da aggressive prese di beneficio sui titoli legati all’Intelligenza Artificiale e ai semiconduttori, penalizzati dai timori di ipercomprato e dalle incertezze sui futuri investimenti in conto capitale (Capex) delle Big Tech. La debolezza intrinseca del dollaro, scivolato a seguito dell’esito elettorale, sta fungendo da propellente per i mercati azionari europei, i quali beneficiano di un allentamento delle condizioni finanziarie globali.

Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione 24hVariazione YTD
Oro4.125,01 $/t.oz+1,37%-4,53%
Argento 52,77 $/t.oz+0,98%-26,04%
Petrolio Brent96,13 $/Bbl+1,61%+58,16%
Petrolio WTI$88,59 /Bbl+0,59% +54,38%
Gas TTF (Europa)88,54 €/MWh+0,56%+213,90%

Calendario eventi macroeconomici

Ora PaeseIndicatore Attesa (Consensus)Dato Precedente
08:00GermaniaOrdini all’Industria (Mensile – Set)+4,6%-10,1%
08:45FranciaProduzione Industriale (Mensile)+0,3%-0,3%
10:00ItaliaVendite al Dettaglio (Mensile – Set)+0,2%+0,3%
11:00EurozonaIndice Prezzi alla Produzione (PPI – YoY)+10,9%+8,2%
11:00EurozonaIndice Prezzi alla Produzione (PPI – MoM)+2,5%+1,9%
13:00 (12:00 UTC)Regno UnitoDecisione Tassi di Interesse (BoE)4,00%3,75%
14:30USALicenziamenti Challenger (Ottobre)–43,28 K
14:30USARichieste Sussidi Disoccupazione (Settimanale)196 K194 K
14:30USAProduttività (Trimestrale)+2,8%+1,4%
17:00EurozonaIntervento Presidente BCE (Christine Lagarde)––

Focus Italia

L’apertura odierna del FTSE MIB ha registrato un andamento positivo, avviando le contrattazioni in rialzo dello 0,26% a quota 51.163 punti, con picchi intraday che si sono spinti fino allo 0,64%.

Il comparto mostra una buona tenuta generale con alcune eccellenze. Spiccano i rialzi di FinecoBank, che si muove intorno al +2% a seguito dei risultati trimestrali da record, e di Banca Mediolanum (+1,03%). Molto positivi anche Banco BPM (+0,93%), Generali (+0,75%) e Intesa Sanpaolo (+0,49%). Si registrano invece leggere prese di beneficio su BPER Banca (-0.88%) e UniCredit (piatta a -0,01%).

Rilevante l’ottima performance di Tenaris, che balza di oltre il 4,5%. Stellantis mantiene un buon rialzo (+0,66%) in fase di recupero, mentre si registrano lievi ribassi per Ferrari (-0,65%) e, nel comparto del lusso, per Moncler (-0,96%).

Giornata difficile per STMicroelectronics, in calo di circa l’1,82% (con picchi negativi più ampi in mattinata) a causa della debolezza strutturale globale del ciclo dei semiconduttori. In territorio negativo anche Leonardo (-1,41%), che sconta le forti vendite europee scatenate dal taglio della guidance della tedesca Rheinmetall nel settore difesa, ed Eni (-0,55%).

Lo Spread BTP-Bund in Contrazione

Il differenziale di rendimento tra i decennali italiano e tedesco è scivolato in area 104,2 – 105 punti base. Il rendimento del BTP a dieci anni si attesta al 4,30% – 4,31%, mentre il Bund tedesco naviga attorno al 3,25%.

Questo restringimento è fisiologicamente legato alla discesa generalizzata dei rendimenti innescata dall’esito elettorale statunitense, che ha indotto gli investitori a ricalibrare i portafogli obbligazionari a favore della componente sovrana europea. Per il mercato italiano, uno spread a quota 104 punti rappresenta un duplice vantaggio: allevia l’onere del servizio del debito per il Tesoro e, in maniera più immediata, genera un massiccio capital gain implicito nei portafogli di titoli di Stato (portafogli HTC e HTCS) detenuti dalle banche commerciali italiane. Questa dinamica si traduce in una robusta iniezione di capitale (misurabile nei coefficienti CET1), garantendo linfa vitale per politiche di distribuzione dei dividendi.

Trimestrali: BPER Banca e FinecoBank

BPER Banca
L’istituto di credito modenese, guidato dall’Amministratore Delegato Gianni Franco Papa, ha diffuso numeri che hanno nettamente battuto il consenso. L’utile netto consolidato ordinario dei primi nove mesi si è attestato all’incredibile cifra di 2,01 miliardi di euro (+16,4% su base annua). I ricavi core hanno toccato i 5,37 miliardi (+3,5%), spinti da un margine di interesse di 3,37 miliardi e da commissioni nette giunte a 2,00 miliardi, testimoniando il successo della strategia di potenziamento del Wealth Management (+9,2%) e della Bancassurance (+11,6%).

  • Qualità dell’attivo e Guidance: L’efficienza operativa è migliorata con un Cost/Income ratio sceso al 41,6%. La qualità del credito si conferma eccellente, con un NPE ratio lordo al 2,3% e netto all’1,1%, supportato da un tasso di copertura dei crediti deteriorati del 53,4%, uno dei livelli più cautelativi dell’intero sistema italiano. In virtù di questi parametri, il CEO ha migliorato la guidance per l’intero 2026: il costo del credito è ora atteso a circa 35 punti base (in miglioramento dai 40 precedenti), mentre il CET1 ratio è proiettato stabilmente sopra il 14,5% (rispetto al 15,1% consuntivato a settembre).
  • Novità per gli Azionisti: Forte della poderosa generazione organica di capitale (circa 2,0 miliardi creati in soli 9 mesi), il CdA ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo 2027 (valere sull’esercizio 2026) di 0,33 euro per azione, per un esborso complessivo di 694 milioni di euro, fissando il pagamento per fine novembre.

FinecoBank
Sotto la guida di Alessandro Foti, FinecoBank ha dimostrato la formidabile scalabilità del proprio ecosistema finanziario. L’istituto ha chiuso il periodo con un utile netto dell’operatività corrente di 531,5 milioni di euro (+10,6% su base annua) e ricavi record a 1,08 miliardi (+12,0%).

  • Masse amministrate e Nuovi Clienti: L’accelerazione commerciale è testimoniata da una raccolta netta esplosa a 13,1 miliardi di euro nei nove mesi (+39,0% a/a), alimentata dall’acquisizione di 184.225 nuovi clienti (+27,3%). I Total Financial Assets (TFA) hanno raggiunto i 178,2 miliardi di euro, in rialzo del 15,3%, sostenuti in particolar modo dalla clientela Private (segmento con asset superiori a 500.000 euro) che incide per 92,6 miliardi.
  • Efficienza Assoluta: Il dato forse più impressionante riguarda l’efficienza: il Cost/Income ratio si è compresso al 26,0% (in calo di 0,8 punti percentuali), dimostrando che l’istituto è in grado di gestire volumi esponenziali di raccolta (con soli 1,67 miliardi di euro incamerati nel solo mese di ottobre 2026) senza subire incrementi proporzionali dei costi operativi. Il CET1 ratio si posiziona a un astronomico 23,39%, garantendo flessibilità strategica e prospettive di generosi ritorni per gli azionisti.

In controtendenza rispetto al comparto finanziario, Leonardo ha subito una battuta d’arresto. L’azienda italiana della difesa ha scontato le vendite indiscriminate sul settore (effetto traino di Rheinmetall), sebbene i fondamentali raccontino una storia diversa: il CdA ha infatti approvato i risultati dei 9 mesi evidenziando ordini per 23,3 miliardi di euro (+28% a/a), un portafoglio ordini imponente a 60,4 miliardi, ricavi a 15,3 miliardi (+14%) e un EBITA salito a 1,3 miliardi (+38%). La revisione al rialzo della guidance sugli ordini non è bastata a proteggere il titolo dalle prese di profitto tattiche dei fondi d’investimento.