«Il sindaco affronti l’emergenza abitativa e dia risposte a giovani e poveri»
…C’è un movimento giovanile che va in piazza in mezzo mondo – magari ha ancora delle idee un po’ confuse, ma c’è e si fa sentire -, c’è il grande dubbio su quale sarà il lavoro del futuro con l’ingresso dell’intelligenza artificiale e del suo utilizzo ultimo: servirà a garantire migliore qualità della vita oppure a martellare le classi più deboli? Questo comun sentire è presente in tutte le nostre città. Non nascondiamoci dietro a un dito».
Quindi possiamo dire che la stagione Maga è finita?
«Mah, aspetterei coi peana. Negli Usa direi che hanno votato più col portafoglio preoccupandosi del caro vita. Lula ha vinto, ma Senato e Congresso sono in mano ai conservatori. In Serbia ha vinto sì il movimento dei “giovani”, ma di studenti lì ne vedo pochi se non contro la corruzione e il loro programma non taglia i ponti con Putin. Vedremo nelle elezioni europee, già questo mese, come risponderanno gli elettori».
Quindi il campo largo non può dormire tranquillo?
«Non vedo un risultato acquisito a Roma perchè a Washington il presidente perde le elezioni di metà mandato. Registro che rispetto all’avvio di quel mandato, c’è un movimento per strada, che nessuno ha promosso e nessuno ha sinora intercettato o è stato capace di guidare davvero. Un movimento che risponde a precise paure: lo stato sociale e una guerra che si avvicina sempre più. Non è più relegata altrove, ma è nel dibattito quotidiano delle persone. Questo farà la differenza anche a Roma, nel 2027».
E se la porto su Verona?
«Mi ci porti».
Damiano Tommasi sembrava già sconfitto; adesso sembra uno statista davanti all’incapacità del centrodestra di trovare un presidente alla Zai…
«Allora, Damiano Tommasi è il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni. Non può essere altrimenti. Lo sa lui, lo sa la sua coalizione, lo sa il centrodestra. Non sta tentennando, sta tatticamente prendendo il tempo che gli serve. Non c’è alternativa. Ed è per questo che il centrodestra va in panne sulla Zai…»
Addirittura…
«Certamente. Perchè quella presidenza è intrinsecamente legata al candidato contro Tommasi. E quel nome non c’è. L’accordo non lo trovano, non riescono a trovarlo e alla fine dovrà decidere Roma bruciando così le due soluzioni possibili, a mio avviso, per loro»
Ovvero?
«Flavio Tosi è il più spendibile contro Tommasi. Certo, non lo voterà la Lega e Fratelli che non gli perdonano ancora lo sgarro di cinque anni fa…»
E allora?
«Allora resta la carta del candidato civico. Un conservatore estraneo ai partiti, non militante, una persona perbene che possa incarnare un progetto nuovo. Ma se non sarà “targato”i partiti non lo vorranno perchè questa è la “cultura del branco”, dei fedelisimi. Non sarà facile trovare una soluzione, temo, nel centrodestra».
Da questa analisi Tommasi avrebbe già vinto. Non la sta facendo un po’ troppo facile?
«Nulla è facile in politica. Nulla è scontato. Ma parto da alcune considerazioni: questa è una amministrazione che ha lavorato. Inizialmente qualcuno ha balbettato, ma non aveva esperienza della macchina comunale. Oggi è la Giunta che ha prodotto più risultati: ha fatto più opere pubbliche di tutti, la città è un cantiere…
Tanti odiano le ciclabili..
«Non sottovaluto queste critiche. E credo che neppure Tomamsi debba farlo. Alcune vanno ascolate. In qualche caso c’è stato un ecesso di progettualità, qualche ciclabile poteva essere rimandata. Ma che ci sia alla base un nuovo disegno della città, più vivibile, è evidente e lo sarà ancora di più con la tramvia. Eppoi, c’è un modello nuovo di gestione: Tommasi non è l’uomo solo al comando, fa lavorare una squadra. Appare poco, non fa lo sceriffo. Ma ha una squadra».
A cosa deve stare attento Tommasi?
«A quel filo rosso che unisce midterm e le piazze. Il disagio sociale c’è, è reale. Provate a cercare un appartamento in affitto se siete under25 o divorziati. Siete fuori, per strada, o in casa coi vostri genitori. Il sindaco deve prendere sulle sue spalle questo problema: ci somno centinaia di famiglie in dramma abitativo. Agec ha un patrimonio fermo da riattare.
Tommasi, coi soldi del Comune, quelli dei privati, della Fondazione Cariverona, deve dar vita ad un piano pluriennale per la casa per rimettere sul mercato appartamenti oggi inutilizzati. Darebbe lavoro anche a centinaia di microimprese. Assuma in Agec architetti e geometri. Serviranno 25 milioni. Verona questi soldi li ha. Tommasi faccia della casa la sua priorità. Dia una risposta a questa urgenza. Segua il vescovo, coinvolga gli imprenditorti. Comprenda il momento e colga la sua occasione».



