A giugno, 76mila posti in più. Un dipendente su tre è nella nostra provincia. Il turismo traina, regge il metalmeccanico

Nel primo semestre 2026 il mercato del lavoro veneto ha registrato un saldo positivo e più favorevole di quello del 2025, con una crescita di 76.500 posti di lavoro dipendente a fronte dei +75.400 dell’analogo periodo dello scorso anno. La maggior parte dei nuovi contratti sono a tempo determinato (+61.900), mentre quelli a tempo indeterminato risultano 13.000 in più a fronte dei +16.900 della prima metà del 2025. L’apprendistato si mantiene in linea con i livelli dell’anno scorso (+1.600). In aumento anche la domanda di lavoro (+3%), che ha interessato i lavoratori di entrambi i generi e, in particolare, quelli più maturi (+8%). L’incidenza del part-time sul totale delle assunzioni si mantiene elevata (31,8%), ma in lieve calo per le donne (46,4%). Crescono anche le cessazioni (+4%), soprattutto quelle per fine termine (+10%) e, in misura più lieve, licenziamenti disciplinari (+4%) ed economici individuali (+1%). In calo invece licenziamenti collettivi (-10%) e dimissioni (-2%). Il bilancio dei primi sei mesi dell’anno è positivo in tutte le province, ma generalmente inferiore rispetto al 2025 (ad eccezione di Verona e Rovigo). Nel dettaglio, la crescita dei posti di lavoro si concentra nelle province di Venezia (+37.868) e Verona (+25.592), mentre saldi più contenuti si registrano a Padova (+4.332), Rovigo (+3.411), Vicenza (+2.919), Treviso (+2.219) e Belluno (+170). La domanda di lavoro si riduce leggermente a Treviso e Padova, mentre cresce a Venezia (soprattutto nelle attivazioni di contratti di breve durata in ambito cinematografico), a Belluno (dove a gennaio si era registrato un incremento delle assunzioni di hostess e steward legato all’avvio dei Giochi Olimpici Invernali) e a Verona. Nel mese di giugno, che a livello regional mostra un lieve rallentamento, le uniche province a mostrare un aumento delle assunzioni sono Verona e Vicenza. Dal punto di vista settoriale, il 2026 fa registrare un miglioramento nel settore primario, dove aumentano sia il saldo (+9.200 posizioni lavorative) che le assunzioni (1,1%). Il bilancio è positivo ma meno favorevole del 2025, invece, nell’industria (+9.000) e nei servizi (+58.200). Il rallentamento del settore industriale è attribuibile quasi esclusivamente all’andamento delle costruzioni, che registrano un bilancio occupazionale pari a +2.800 posizioni di lavoro, in netto ridimensionamento rispetto all’analogo periodo del 2025 (+4.400), e un calo delle assunzioni pari al 7%. Saldi e assunzioni in crescita invece nel metalmeccanico (+3.100 posti di lavoro, con un aumento delle assunzioni del 3,4%) e nel made in italy, dove andamenti particolarmente positivi si osservano nell’industria alimentare, nell’occhialeria e nel tessile-abbigliamento (quest’ultimo, tuttavia, con un saldo lievemente negativo). Nel terziario, nonostante il rallentamento registrato nel mese di giugno, il turismo continua a fare da traino alla crescita occupazionale, con valori molto vicini a quelli dello scorso anno. Dinamiche positive anche nel commercio al dettaglio, nella logistica e nei servizi di pulizia.