A Strasburgo per dire no al Mercosur. Il presidente Vantini: «Coldiretti contraria a questi scambi senza equità»

La settimana prossima, per l’esattezza il 20 gennaio, si torna a Strasburgo per dire no al Mercosur. Ad annunciarlo, durante la presentazione del report sull’agricoltura veronese del 2025, è il presidente Alex Vantini che ha sottolineato come Coldiretti farà sentire le proprie proposte immediatamente nei primi mesi del 2026 sia alla nuova Giunta regionale sia a livello europeo. Secondo il presidente infatti questi accordi minano il principio di reciprocità diventando di fatto una concorrenza sleale a tutti gli effetti. «Per questo – ha sottolineato Vantini – Coldiretti prosegue nelle sue azioni di mobilitazione per esprimere la propria contrarietà a questi scambi commerciali internazionali che non garantiscono nessuna equità tra i prodotti europei e quelli di altri paesi dove vigono regole ben diverse in termini di sicurezza alimentare». Con Alex Vantini alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato Massimo Albano, direttore di Coldiretti Verona; Giuseppe De Paoli, responsabile settore zootecnica e Giorgio Girardi, responsabile settore ortofrutta. Ed è proprio quest’ultimo che ha iniziato ad illustrare i dati dell’agricoltura veronese del 2025, delineando un profilo che sta resistendo sotto certi aspetti e che comunque continua a mantenersi ai vertici della produzione nazionale e regionale. Girardi ha evidenziato come il prezzo dell’energia elettrica, dopo aver subito una fortissima impennata durante il periodo Covid, non si sia più riassorbito aumentando di fatto i costi per la produzione. Le stesse considerazioni possono essere fatte sul prezzo del gasolio agricolo che dopo il grande aumento del ’21/’22, in cui era arrivato a 1,55 euro/l, ora si è assestato su 1,03 euro/l, sicuramente in diminuzione, ma ben lontano dai circa 0,80 euro/l della fine del 2017. Girardi ha poi sottolineato che anche il numero delle imprese agricole veronesi è in leggera flessione, questo è dovuto soprattutto a causa della piccole imprese che si stanno piano piano accorpando o ridimensionando anche per le difficoltà da parte degli imprenditori a riuscire a reperire manodopera formata e specializzata. Verona resta però al top per quanto riguarda le colture orticole soprattutto grazie a patata e melone in cui la nostra provincia occupa il primo posto in Veneto per superficie coltivata e produzione. Bene anche i seminativi e le colture industriali con il riso e con il tabacco dove il Veneto è la seconda regione italiana per chili contrattati e Verona è la prima provincia in Veneto con oltre l’80% della superficie coltivata. «L’instabilità meteorologica tuttavia – ha spiegato Girardi – richiede un cambio di passo da parte dei coltivatori. La difesa delle colture passa attraverso metodi di coltivazione innovativi».