Funzionerà, non funzionerà? sufficiente? troppo poco? Il taglio delle accise sui carburanti deciso ieri dal governo Meloni – 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il Gpl, valido per venti giorni a partire da oggi, 19 marzo – divide gli automobilisti. Unimpresa ha fatto i conti della serva ed ha calcolato l’impatto del provvedimento per famiglie e imprese: il taglio temporaneo delle accise su benzina e gasolio deciso dal governo, pari a circa 25 centesimi al litro per venti giorni, si traduce per una famiglia con consumi medi in risparmi compresi fra i 15 e i 20 euro nel periodo di applicazione della misura, cifra che può salire fino a circa 50 euro nei casi di utilizzo più intenso o con due auto. Molto più rilevante, invece, l’impatto per le imprese, in particolare nel comparto dell’autotrasporto: un singolo mezzo pesante genera un risparmio nell’ordine dei 480-500 euro in venti giorni, che diventano circa 2.500 euro per una piccola flotta di cinque camion e possono superare i 10mila euro per aziende di dimensioni medie.
Per i grandi operatori della logistica, con flotte più ampie, il beneficio complessivo può raggiungere diverse decine di migliaia di euro.
Alla base di questi effetti vi sono livelli dei prezzi alla pompa ancora elevati, con la benzina che si colloca mediamente intorno a 1,88 euro al litro e il gasolio sopra i 2,10 euro, mentre il taglio delle accise, pari a circa 20 centesimi tecnici che diventano circa 24-25 centesimi considerando l’Iva, incide direttamente sulla componente fiscale del prezzo finale. In termini percentuali, la riduzione si traduce in un alleggerimento di circa il 12-13% sul costo del diesel e del 13-14% su quello della benzina, con un impatto immediato sulla spesa per i rifornimenti e, soprattutto per le imprese, sulla dinamica dei costi variabili legati al trasporto e alla distribuzione.
«Il provvedimento appare coerente con l’obiettivo di intervenire in modo rapido su una dinamica congiunturale, senza assumere un carattere strutturale. La sua efficacia è per definizione limitata nel tempo, ma non per questo trascurabile: nel breve periodo consente di ridurre la pressione sui costi energetici e di offrire un segnale di attenzione verso famiglie e imprese. In una fase segnata da incertezza internazionale, la scelta di agire con strumenti mirati e temporanei rappresenta un elemento di equilibrio, che contribuisce a stabilizzare le aspettative senza compromettere la tenuta dei conti pubblici» commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
Nel dettaglio della simulazione sui venti giorni di applicazione della misura, i dati mostrano che per le famiglie il beneficio varia in funzione dei consumi: un automobilista medio, con circa 65-70 litri utilizzati nel periodo, ottiene un risparmio compreso tra 16 e 18 euro, mentre una famiglia con due auto e consumi tra 120 e 140 litri può arrivare a un beneficio tra 30 e 34 euro; nei casi di utilizzo più intensivo, con circa 180 litri consumati, il risparmio può sfiorare i 50 euro (44 euro la stima più realistica). Sul versante delle imprese, l’impatto cresce in maniera proporzionale ai volumi: un autotrasportatore con un solo mezzo, che consuma circa 2.000 litri in venti giorni, registra un risparmio nell’ordine dei 480-500 euro; una piccola flotta di cinque camion supera i 2.400-2.500 euro, mentre una struttura con 20 mezzi si colloca intorno ai 10mila euro. Per le grandi aziende della logistica, con flotte nell’ordine delle centinaia di veicoli, il beneficio complessivo può raggiungere e superare i 50mila euro nel periodo considerato, evidenziando come la misura produca effetti tanto più rilevanti quanto più elevata è l’intensità d’uso del carburante.



