Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiede alla Corte di giustizia UE di verificare la compatibilita’ dell’Accordo UE-Mercosur con il diritto comunitario, in particolare su compensazioni, principio di precauzione e ruolo ridotto dei parlamenti nazionali nella ratifica. Una vittoria politica di Greens/EFA e The Left, che hanno imposto un vaglio giuridico su un accordo che mette in discussione regole e tutele europee. «Ricorriamo alla Corte per difendere le regole e l’autonomia dell’Unione – dichiarano gli eurodeputati di AVS -. E’ una risposta chiara a un accordo che rischia di indebolire gli standard sociali, ambientali e sanitari. Gli agricoltori in piazza difendono i nostri standard. Un patrimonio che non puo’ essere svenduto. Con Mercosur rischiamo concorrenza sleale da chi produce senza le stesse regole e di dover compensare, con soldi pubblici, gli effetti di un accordo sbagliato». Gli europarlamentari AVS concludono: «La risoluzione blocca la ratifica in Parlamento fino alla sentenza della Corte. Ora la Commissione scelga: ascoltare Parlamento e agricoltori, o imporre un accordo che fa pagare all’Europa standard che altri non rispettano». Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e vicesegretario vicario della Liga Veneta ha sottolineato come la «Lega sia stata decisiva per rinviare l’accordo con il Mercosur alla Corte di Giustizia Ue. Secondo le stime delle associazioni di categoria, rischiamo di perdere un miliardo di euro nella filiera zootecnica, carni e cereali, come indotto soltanto nella provincia di Verona. Ci sono grosse preoccupazioni tra gli allevatori di carni avicole e bovine. Come se non bastasse, la Commissione vorrebbe applicarlo provvisoriamente. Qualora lo facesse, si tratterebbe di un colpo di mano, una forzatura che andrebbe contro il voto del Parlamento europeo, quindi, di tutti i cittadini e le associazioni di categoria che sono contro questo accordo» ha concluso Borchia. Dal canto suo Coldiretti afferma che il del Parlamento europeo «rappresenta una risposta politica alle follie della presidente Ursula Von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell’Europarlamento». Secondo Coldiretti e’ stato fatto un primo passo importante ottenuto dalle tante mobilitazioni degli agricoltori. Di parere opposto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi. «Il voto odierno del Parlamento europeo ha detto non fa male solo alle imprese, fa male a tutta l’Europa. Il voto e’ sacro e Unione italiana vini si adegua pienamente al responso democratico, ma non possiamo non rilevare come questa decisione fotografi un’Ue spaccata in un momento storico caratterizzato da tensioni commerciali che richiederebbe invece la massima coesione». Secondo Uiv, per ragioni storiche e culturali l’area sudamericana, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi, ad esempio, i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all’importazione.



