(aggiornamento ore 16:50) “Al nostro conducente che si è reso protagonista di questo gesto di coraggio e di altruismo – commenta l’amministratore delegato di ATV Massimo Bettarello – va la solidarietà e l’apprezzamento, da parte mia, del consiglio d’amministrazione e di tutta l’Azienda, oltre che l’augurio di una pronta guarigione. Intervenendo in difesa delle passeggere molestate, ha dato una concreta testimonianza del valore del nostro personale di guida, che ogni giorno lavora a servizio dei cittadini, spesso lontano dai riflettori, e talvolta anche a prezzo della propria incolumità. Come Azienda cerchiamo di fornire il massimo supporto in termini di sicurezza a bordo dei nostri autobus, sia per il personale aziendale che per i passeggeri, intensificando sempre più i controlli – anche con l’impiego di guardie giurate – sia ricorrendo alla tecnologia con l’installazione di telecamere di sorveglianza su tutti i mezzi. Vogliamo ringraziare anche le forze dell’ordine per il pronto intervento ed i passeggeri intervenuti in difesa delle persone aggredite. Il nostro ufficio legale sta procedendo alla denuncia per interruzione di servizio e l’Azienda è pronta a fornire tutto il necessario supporto legale a tutela del nostro dipendente”.
Sabato mattina, attorno a mezzogiorno, nella zona di Porta San Giorgio, un collega di Atv intervenuto per difendere a:lcune giovani molestate verbalmente da un altro passeggero che sarebbe poi risultato noto alle forze dell’ordine e alle autorità sanitarie per problemi comportamentali, è stato aggredito a pugni con efferata violenza riportando una prognosi di ben 30 giorni con una costola incrinata e lividi in diverse parti del corpo.
Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza che colpisce personale Atv e l’utenza che come Filt Cgil Verona condanniamo fermamente. Come sindacato torniamo a sollecitare all’azienda e alla sua associazione di categoria, Astra, l’applicazione delle contromisure che rivendichiamo da tempo, a partire dalle bodycam fino alla cabina dell’autista.
I FATTI. Verso le ore 12.00 del 14 febbraio, giorno di San Valentino, su un bus che viaggiava in direzione del centro storico, all’altezza di Porta San Giorgio, due giovani donne hanno chiesto l’intervento dell’autista affermando di essere molestate verbalmente da un passeggero che sedeva in fondo al bus. Raggiunta la prima fermata utile, il collega ha invitato l’uomo, sulla quarantina, a scendere dal mezzo e mettere fine all’episodio senza ulteriori conseguenze, ma questi ribaltava l’accusa sostenendo si essere stato lui vittima di molestie verbali da parte delle ragazze. Il collega ha quindi afferrato il cellulare per chiamare la polizia, scatenando tuttavia la furia dell’uomo, di corporatura assai robusta, che si è avventato contro l’autista sferrandogli un pugno sulla spalla che lo ha scaraventato in cabina. Poi è passato a strattonare una delle ragazze afferrandola con violenza per i capelli per ritornare quindi ancora una volta sul collega che è stato preso a pugni.
A mettere fine all’aggressione, che poteva avere conseguenze ben peggiori, è stato, tra l’altro, il provvidenziale intervento di un altro autista, di una corsa proveniente da direzione opposta che, inquadrata subito la situazione di emergenza, è corso in soccorso del collega. Ma soprattutto, il pronto intervento della Polizia di Stato, che aveva seguito tutta la dinamica dell’aggressione al telefono, precipitandosi sul posto. L’aggressore è stato arrestato. Risulterebbe noto alle autorità sanitarie e di sicurezza pubblica per problemi comportamentali e forse psichiatrici. Al collega e alla passeggera aggredita sono state immediatamente portate le cure del caso e refertati i danni subiti al vicino Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento.
Quello che non trova giustizia in questa brutta storia di violenza urbana è il terrore e il trauma che colleghi e colleghe, assieme ai passeggeri e alle passeggere vivono quotidianamente. Come Filt Cgil ribadiamo l’assoluta necessità di implementare le misure di sicurezza sui bus ricorrendo alle bodycam attivabili dall’autista e dalle autiste, nonché rendendo inaccessibile la cabina del guidatore. Siamo stanchi di sentire continui proclami sulla sicurezza che puntualmente non trovano alcuna applicazione pratica nella vita quotidiana. La sicurezza è sistema integrato di misure che parte dai dispositivi di protezione individuali, passa da organici di forze dell’ordine adeguati e coordinati, e arriva a politiche di coesione sociale che prosciugano disagio e devianza. In tanti anni che facciamo questo mestiere sulle strade vediamo che in primo luogo si è perso il rispetto per la persona e il senso di civile convivenza.



