Il cosiddetto «Vaja della pianura» e’ stato dimenticato. A distanza di mesi dagli eventi che hanno devastato la pianura veronese, promesse e passerelle politiche si sono rivelate vuote, senza alcun sostegno concreto alle aziende agricole e alle famiglie colpite. C’eravamo lasciati nei diversi incontri organizzati dalle associazioni sindacali che si doveva agire con una norma per derogare ad una normativa nazionale che necessita di revisione, in occasione della legge finanziaria. Nulla di fatto. Poteva essere una buona occasione. Si parla di danni «non risarcibili perche’ assicurabili», ma nella pratica l’assicurazione e’ impossibile per molte aziende: il mercato assicurativo e’ rigido, non adeguato ed eccessivamente oneroso; le polizze coprono spesso solo il raccolto, escludono eventi estremi o trombe d’aria, o prevedono franchigie insostenibili. Il risultato e’ un paradosso: assicurabile sulla carta, ma non assicurato nella realta’. La deroga avrebbe consentito di dare un aiuto concreto a queste aziende, permettendo loro di risollevarsi. Ora tocca la regione a fare la sua parte, pur con i modestissimi mezzi finanziari disponibili. So che fara’ il possibile.



