Lo scorso 8 marzo, alla fiera Pianura Golosa presso l’Area Exp di Cerea, è andata in scena l’anteprima della Guida Ostreghetà, un progetto nato per valorizzare le buone tavole di Verona e provincia, quelle che ogni giorno scelgono di restare fedeli a una cucina autentica fatta di materie prime genuine.
Una risposta concreta al bisogno sempre più diffuso di riscoprire i sapori di una volta: quelli delle cucine di casa, delle ricette tramandate dalle nonne, capaci di evocare memoria, identità e appartenenza.
A guidare le interviste è stato l’esperto gastronomo Bernardo Pasquali, che ha dialogato con ristoratori e produttori della pianura veronese, dando voce a storie di passione e dedizione. Il contesto ha amplificato il significato dell’incontro. Pianura Golosa, infatti, da otto anni mette al centro i produttori locali, creando un ponte diretto tra chi produce e chi consuma, valorizzando la filiera corta e restituendo valore a ciò che arriva sulle nostre tavole.
Come racconta il coordinatore della fiera, Matteo Merlin:
“Siamo partiti nel 2018 e Pianura Golosa si è sempre contraddistinta per essere una fiera-mercato esclusivamente enogastronomica, l’unica in zona. Abbiamo scelto di concentrarci su produttori, trasformatori e vignaioli, con una forte presenza della nostra provincia, offrendo al tempo stesso ai visitatori un viaggio enogastronomico in tutta Italia.”
Le buone tavole di Ostreghetà
Il viaggio tra i protagonisti della guida si apre con una realtà storica, la trattoria Da Battista di Villa Bartolomea. A raccontarla è Debora, che oggi la gestisce insieme al fratello, portando avanti un’eredità iniziata nel 1993.
“La carne è il nostro piatto forte, insieme ai salumi e alla pasta fatta in casa. Siamo una trattoria che cucina come una volta, con prodotti stagionali. La nostra specialità sono il chateaubriand di filetto di vitello o di Sorana e la fiorentina. E poi tutti i piatti tipici della tradizione. Tra quelli che non sono mai usciti dal menù ci sono la polenta con soppressa e le fettuccine all’uovo con sugo bianco di coniglio.”
Dalla trattoria alla pizzeria bistrot, il passo è breve, ma il filo conduttore resta lo stesso: qualità e ricerca. È il caso di Zio Mo’ a San Pietro di Legnago, raccontato dal maestro istruttore Stefano Miozzo, vincitore di numerosi premi e nella Hall of Fame del Campionato Mondiale della Pizza, insieme alla moglie Katia e allo chef Mattia.
Stefano spiega così la filosofia del locale:
“Zio Mo’ nasce per offrire alla clientela veronese e non solo un prodotto di qualità, che sia una pizza semplice o gourmet, sempre pensata per stupire. Ma non è solo pizza, siamo conosciuti anche per il risotto e la cucina. La cosa più importante è mantenere uno standard alto. Siamo sempre in formazione, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.”
Il vino di Ostreghetà
Nella guida non poteva mancare il vino, rappresentato dalla giovane realtà di Corte Spinelle, a Ca’ degli Oppi, nel comune di Oppeano. Un progetto familiare guidato da Sara e Andrea insieme ai genitori, che affiancano alla produzione anche l’accoglienza.
Sara racconta la loro scelta coraggiosa:
“Dieci anni fa io e mio fratello abbiamo deciso di trasformare l’azienda, passando dall’allevamento alla viticoltura. Abbiamo impiantato Pinot Grigio e Chardonnay, e a breve arriverà anche il Pinot Grigio ramato. La nostra azienda conta trenta ettari di vigneto e produciamo circa 3.000 bottiglie.”
Andrea entra nel dettaglio del lavoro in vigna:
“Io mi occupo della parte pratica. Per il Pinot Grigio ramato abbiamo scelto la vendemmia manuale, qui è anticipata di almeno una settimana rispetto ad altre zone, altrimenti l’uva rischia di sovramaturare. Piantare viti a Oppeano è stata una sfida, ma oggi possiamo dire di essere soddisfatti del risultato.”



