Angelo D’Orsi a Verona per il lancio della Primavera Gramsciana lecio Gramsci e gramscismi Appuntamento per sabato 29 novembre dalle ore 16.15 sala Africa (vicolo Pozzo 1 - Verona) presentazione ufficiale del progetto e la prima lezione su Gramsci e i gramscismi tenuta dallo storico Angelo D’Orsi.

A seguito della misteriosa campagna di affissioni murarie dal titolo “Non di nuovo – Antonio libero!” con cui nelle settimane scorse è stata tappezzata la città, lasciando nella curiosità cittadini e cittadine veronesi, come pure turisti perplessi, ecco che i promotori e le promotrici dell’iniziativa invitano fi nalmente la cittadinanza alla presentazione ufficiale del progetto e a prendere parte attiva alla costruzione dello stesso.
A condividere la presentazione ci sarà lo storico gramsciano, prof. Angelo D’Orsi, il quale avrà il compito di tenere la prima lezione “gramsciana” del progetto. Sarà una lezione su Gramsci e i gramscismi dove, nel dialogo col pubblico, si cercheranno di riannodare i fi li Passato/Presente e, con ciò, introdurre al motivo di strettissima attualità per cui si è scelto di ritornare a Gramsci.
L’attualità di Gramsci infatti è data non solo dalla sua particolare (e già correntemente e universalmente celebrata) capacità di porsi come un “classico”, ma anche – ed è qui l’urgenza specifi ca del progetto – dalla particolare conformazione dell’oggi: un presente che mostra forti e preoccupanti analogie con il tempo in cui Gramsci visse e di cui fu tragica vittima. Per questo lo slogan “Non di nuovo” e l’impegno a fare in modo che non accada più. Tra un anno, l’8 novembre 2026 cadrà il centenario dell’arresto di Antonio Gramsci, un arresto che ha signifi cato una sorta di pena di morte per l’intellettuale comunista (il cui cervello – ammise la requisitoria con cui verrà condannato a vent’anni di cercare – doveva essere messo in condizione di non funzionare) e pure il sigillo della chiusura totalitaria del fascismo-regime. Con questo progetto allora si vuole lanciare un monito e un invito alla cittadinanza veronese per fare in modo che non accada più.
E per farlo si vuole ritornare e riattualizzare Gramsci.
“Vogliamo richiamare la cittadinanza a questo rinnovato impegno collettivo” – scrive il Comitato. “Batterci per far sì che Gramsci non sia arrestato di nuovo, che, fuor di metafora, signifi ca impegnarci per far sì che non si ricada di nuovo in un inverno delle coscienze, della democrazia e dei diritti”. “Per questo – aggiungono i promotori e le
promotrici – ci serve Gramsci e per questo ci serve diffonderne e attualizzarne il pensiero, proprio per far sgorgare una nuova primavera dei diritti, ossia una “primavera gramsciana”. Da qui anche il titolo della costituendo Comitato promotore.
L’incontro di sabato, pertanto, servirà a descrivere le ragioni di fondo del progetto e per delineare le varie iniziative in cantiere (dal teatro alla musica, passando per conferenze e ricerche documentarie), il grosso delle quali sarà proposto proprio durante la primavera prossima.
Nell’immediato, invece, l’impegno a lavorare alla costruzione, alla tessitura, alla fi oritura della rete di appoggio e mutuo-sostegno dell’iniziativa: primo obiettivo è quello riuscire a coinvolgere quante più realtà associative ma pure singole persone, interessate e appassionate nella realizzazione del progetto o di alcune sue parti.
Tra queste, di particolare valore, l’impegno a ricercare le “tracce gramsciane” nella nostra città: poche persone sanno infatti che Gramsci fu eletto nel 1924 in Parlamento proprio grazie ai voti di preferenza raccolti nella Circoscrizione elettorale del Veneto e per questo, già da sabato, si invitano gente di studio, delle scuole e università a iniziare questo lavoro di ricerca volto a raccoglierne ogni sorta di traccia, di riferimento, di documento che ne testimoni un passaggio, diretto o indiretto.
Il culmine della Primavera gramsciana in ogni caso sarà la presentazione a Verona dello spettacolo teatrale “Un Gramsci mai visto” del professor Angelo D’Orsi con cui appunto si celebrerà questo terzo passaggio dello storico gramsciano a Verona, dopo la prima presentazione del suo saggio “Catastrofe neoliberista” a giugno e la lezione gramsciana, appunto, di sabato.