Ansia e depressione sempre più diffusi e i giovani i più colpiti: nato un info point a Borgo Roma

Una persona su 8 ha sofferto di un problema di salute mentale nel corso della vita, i disturbi ansioso-depressivi sono i più frequenti e i giovani adulti sono i più colpiti, anche se più abituati ad esprimere le problematiche. I cambiamenti nel proprio carattere sono i piccoli campanelli d’allarme, per esempio isolarsi di più o essere meno attivi del solito.  

Se ne è parlato questa mattina all’info point di Aoui per la Settimana della Salute mentale, nella hall del policlinico G.B. Rossi di Borgo Roma. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale OMS, che si celebra il 10 ottobre di ogni anno, l’Uoc Psichiatria B diretta dal prof Corrado Barbui, ha organizzato la “Settimana della salute mentale, dal 5 all’11 ottobre. Si tratta di numerose iniziative rivolte alla città organizzate insieme all’Uoc Psichiatria dell’Ulss 9 Scaligera e all’associazione dei Familiari. In generale, sono appuntamenti in vari ambiti – sport, cultura, arte, ambienti di lavoro – perché le nuove linee guida OMS mirano ad ampliare gli interventi per contribuire al benessere della comunità e all’abbattimento dello stigma che ancora accompagna il tema della salute mentale. 

L’isolamento sociale, la dipendenza da sostanze o gli esiti di forti traumi possono essere le leve che scatenano un disagio psichico, che può essere affrontato attraverso percorsi personalizzati anche preventivi quando si notano i primi cambiamenti. Il benessere mentale è infatti l’obiettivo della sensibilizzazione per garantire alla collettività una nuova cultura della salute che riguardi non solo i disturbi fisici ma anche quelli mentali.  

Erano presenti il direttore generale Aoui Verona Paolo Petralia, la Magnifica rettrice dell’Università di Verona Chiara Leardini, il direttore Uoc Psichiatria B e del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento Università di Verona prof. Corrado Barbui, la direttrice della Scuola si specializzazione universitaria prof.ssa Michela Nosè, la consigliera comunale di Verona Annamaria Molino. Presenti anche associazioni di pazienti, Aipesp (Associazione italiana persone esperte in supporto tra pari) con Orianna Pedrini, rappresentanti dei familiari e degli utenti.

Uoc Psichiatria B. Il reparto di Borgo Roma, diretto dal prof Barbui, attua la presa in carico delle persone durante la fase acuta di malattia, con circa 350 ricoveri l’anno. Si occupa anche di prevenzione, diagnosi e cura ambulatoriale attraverso un’equipe integrata e multidisciplinare: psichiatri, psicologi, infermieri, terapisti della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali, dietiste e altri professionisti. Si eseguono circa 14 mila visite l’anno. L’attività è rivolta a pazienti con disturbi depressivi, bipolari, disturbi d’ansia e attacchi di panico, disturbi psicotici, di personalità e legati allo stress.

Attività clinica ospedaliera e territoriale. Vengono erogati servizi fuori e dentro all’ospedale. Oltre a visite psichiatriche e valutazioni diagnostiche, colloqui psicologici (individuali e di gruppo), riabilitazione, prescrizione e monitoraggio delle terapie farmacologiche, si fa anche presa in carico territoriale e attività cliniche in carcere. Attivo anche il Recovery College, un programma di incontri in cui familiari, operatori sanitari e sociali cittadini in generale discutono liberamente di salute mentale, in un confronto tra pari.

Paolo Petralia: “La salute riguarda tutti noi e quando si parla di salute mentale, quindi di disagio, ancora di più dobbiamo abbattere lo stigma che spesso accompagna il malato. Dobbiamo essere capaci di prenderci cura prima ancora di curare. Queste giornate incoraggiano a proseguire su questa strada, perché tutti noi siamo chiamati a immaginare che questo tema non sia riservato solo ad alcuni ma coinvolga e comprenda tutti noi e agire in questa prospettiva”.

Chiara Leardini: “La presenza congiunta dell’Università di Verona e dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata testimonia un legame fondato su persone, competenze e responsabilità condivise.
Parlare di salute mentale significa guardare oltre la malattia e la cura, significa occuparsi del benessere, della qualità delle relazioni e della possibilità di studiare, lavorare e partecipare pienamente alla vita della comunità. Per Univerona la salute mentale è un tema centrale. L’ateneo lavora per costruire contesti capaci di accogliere le fragilità di studentesse e studenti, contrastare l’isolamento e favorire il benessere. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un gesto di consapevolezza di sé e di cura della propria persona”.

Prof. Corrado Barbui: “Il primo obiettivo di questa iniziativa è far emergere i problemi di salute mentale: vanno riconosciuti e affrontati per tempo. Purtroppo, però, c’è ancora un diffuso atteggiamento di scarso riconoscimento, fatto di stigma, imbarazzo e vergogna, che dobbiamo superare. La salute non è soltanto fisica, la pandemia ci ha aiutati a capire che accanto al benessere del corpo c’è anche quello della mente. Soprattutto i più giovani oggi si vergognano meno a parlare dei propri problemi, anche emotivi. Il principale campanello d’allarme è il cambiamento. Quando una persona, rispetto al suo carattere abituale, appare diversa, magari meno attiva, con meno voglia di stare con gli altri, più isolata, può essere un segnale. Potrebbe non significare nulla, solo un periodo passeggero, ma potrebbe anche indicare un disagio emotivo. Questi piccoli segnali vanno riconosciuti e monitorati e, se necessario, si può chiedere aiuto”.

Annamaria Molino: “Il Comune di Verona è sensibile a questo tema e fa parte della rete italiana Città Sane dell’OMS, il cui obiettivo è promuovere il massimo benessere possibile: fisico, mentale e psicologico. Il Comune è l’istituzione più vicina ai cittadini e si è fatto carico, anche formalmente, di questo problema. Abbiamo firmato il manifesto sulla salute mentale “Bene in Comune”, un titolo con un doppio significato: bene di tutti e bene dei Comuni. L’anno scorso abbiamo inoltre organizzato un consiglio comunale aperto sul tema della salute mentale, per far capire che non è un problema isolato e contribuire a superare lo stigma. Sul territorio lavoriamo per creare occasioni che riducano il disagio e superino l’isolamento, in modo che le persone si sentano parte di una comunità, ascoltate e seguite”.