La cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 ha conquistato il mondo con uno spettacolo impeccabile e un’organizzazione perfetta
«Forse dobbiamo imparare a crederci un po’ di più. Noi veronesi. Dobbiamo avere la consapevolezza che questa città è capace di grandi cose, di organizzare grandi eventi, di stare al centro dell’interesse mondiale senza imbarazzi». E’ un Damiano Tommasi molto soddisfatto quello che commenta, a poco più di dodici ore dalla chiusura dei Giochi Invernali, con la stampa la serata di ieri in Arena.
«Intanto un grande orgoglio – sottolinea – per il gran lavoro fatto, per l’organizzazione perfetta, per la capacità di coinvolgimento. Vedere le atlete e gli atleti entusiasti, stupiti, nell’entrare in Arena è stato per noi il ringraziamento più bello. Vederli dopo la cerimonia diffondersi per il centro, mischiarsi coi tifosi, è la conferma che queste Olimpiadi diffuse sono state un successo. Quali i momenti per me più significativi? Ce ne sono stati tanti di emozionanti, sottolineo la bellezza e l’eleganza dei camei dal Teatro Filarmonico che hanno reso lo spettacolo ancora più “televisivo” e quindi in grado di appassionare globalmente nel mondo. Aggiungo, i risultati positivi per Casa Verona che resterà ancora più centrale dopo Damiano Tommasi l’inaugurazione dei nuovi giardini e della Palazzina Comando dell’Arsenale». Ora la sfida si concentra sulla cerimonia d’inaugurazione delle Paralimpiadi, evento che rende unica Verona quale sede in grado di ospitare entrambi gli eventi olimpici, ma anche l’heritage materiale dei giochi: il nuovo ascensore, il rifacimento della platea: 20 milioni di investimento sull’arena che rimarranno per il futuro.
«Attendiamo circa 600 atleti e dobbiamo ancora avere informazioni di dettaglio sugli spazi che verranno, ad esempio, bloccati per il cerimoniale del Quirinale, non sappiamo ancora se sarà in Gran Guardia o al Filarmonico. Ai Veronesi chiederemo ancora qualche sacrificio, ma in misura minore. Ma anche questa sarà un’occasione eccezionale per valorizzare Verona della quale, ripeto, forse non ci rendiamo conto del potenziale che ha. Proprio oggi ci hanno confermato che il Comando delle forze terrestri dell’Esercito verrà trasferito da Roma a Verona – nella cittadella militare dell’ex caserma Pianell-LiGobbi – e che le ragioni della scelta stanno, banalmente, nell’eccezionale qualità della vita che la nostra città offre al personale». Il successo delle Olimpiadi dà più forza ad altri progetti come il nuovo stadio o un rinnovato utilizzo dell’anfiteatro per eventi sportivi? Tommasi (che in questi mesi ha trovato per evidenti ragioni rapporti stretti col ministro Abodi e coi massimi vertici dello sport italiano) ride sotto i baffi e si schermisce: «Credo sia evidente la potenzialità di Verona di ospitare grandi eventi e che qui c’è tutto il potenziale per fare bene. E’ davvero evidente a tutti fuori di Verona. Quindi tocca a noi crederci. Anche per l’Arena: il nuovo palco, sopraelevato sino al primo gradino, ha allargato il “campo di gioco” e questo vale sia per l’opera che per utilizzi diversi. Oggi la convenzione in essere non ci dà molte opportunità per un impiego sportivo, tranne casi eccezionali, ma come uomo di sport e vista la grande capacità dello sport di comunicare emozioni, valori positivi, mi auguro che si aprano nuovi spiragli. Poi, per la Fondazione credo – ma non sono io l’esperto – che questa cerimonia possa portare a nuove valutazioni, lo spettacolo “al centro” dell’anfiteatro è stato una sorpresa in positivo per tutti».



