Baby gang da studiare. In Gran Guardia esperti a confronto sul fenomeno del disagio giovanile Gli specialisti convocati dall’amministrazione comunale analizzano un lavoro pubblicato dall’Università Cattolica. Al fondo l’idea che i giovani non devono essere visti come un problema, ma le devianze si affrontano indagando le cause

“Come fare squadra sulle comunità educative è la tematica su cui l’Amministrazione sta concentrando molti sforzi attraverso la prevenzione. La cura è sicuramente importante ma è fondamentale prevenire e mettere in atto tutte le azioni possibili per evitare l’aggravarsi dei problemi. Un compito che spetta anche alle comunità educative, di cui cercheremo di capire le cause del loro cambiamento e indebolimento. Su questi temi ci faremo quindi delle domande per poi essere proattivi, il tutto con un’ottica di grande speranza, perché dobbiamo guardare ai giovani con fiducia e ottimismo visto che rappresentano il nostro futuro”. E’ questo il pensiero dell’assessora alle Politiche Sociali Luisa Ceni che con la presidente della Camera Minorile di Verona Erminia Contini ha presentato i contenuti del convegno organizzato per mercoledì 16 novembre. Una giornata di confronto, analisi e riflessione su un tema, quello dei giovani, sui cui sta concentrando importanti sforzi e numerose attività. E a partire da un’analisi delle comunità educative oggi, quindi un convegno ad ampio spettro in vista di azioni multiple sul territorio.
Fortemente voluta dall’assessora alla Sicurezza, Trasparenza e Legalità Stefania Zivelonghi, l’iniziativa, che coinvolge direttamente anche gli assessorati alle Politiche sociali e alle Politiche giovanili, è organizzata insieme alla Camera Minorile di Verona e all’Unione nazionale delle Camere minorili. Una giornata di analisi e riflessione a cui interverranno rappresentanti di istituzioni, comunità educative ed esperti. Si parlerà delle forme di disagio e malessere dell’età evolutiva, di come alcuni comportamenti possono sfociare in reato e delle loro ricadute a livello sociale. Obiettivo, trarre quanti più spunti possibili per avviare strategie ed interventi di prevenzione.“Questo convegno è l’esito di un lavoro che è stato portato avanti dall’amministrazione comunale insieme alla Camera Minorile di Verona per affrontare in modo scientifico e capillare il malessere giovanile partendo da episodi e narrazioni che hanno visto protagonisti i giovani non solo a Verona ma anche a livello nazionale’’, spiega l’assessora Zivelonghi.
Quattro le tavole rotonde in programma, che saranno anticipate dalla presentazione dello studio elaborato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore sul tema “Le gang giovanili in Italia”. Da qui, la questione sarà affrontata partendo dal cuore del problema, ovvero la devianza giovanile nel contesto sociale, che sarà esaminato da chi, tale fenomeno e le sue ricadute, è chiamato ad affrontarlo quotidianamente.
Temi di questa portata non possono prescindere dal confronto con altre esperienze. Porteranno il loro vissuto le città di Milano, Bologna e Genova, ospiti della seconda tavola rotonda “Bande giovanili: quale consapevolezza?
“Questo fenomeno lo studiamo quotidianamente perché ci imbattiamo in casi che hanno protagonisti i minori ed un aspetto su cui abbiamo lavorato molto è anche la cultura della prevenzione che deve essere ad ampio raggio e toccare tutte le agenzie educative, la scuola, la famiglia e il mondo dello sport. Oltre agli aspetti tecnici cercheremo di confrontarci con altre città di dimensioni diverse dalla nostra per capire come hanno affrontato questi fenomeni”, ha detto la presidente Contini.