«Il report citato, finalizzato a ottenere visualizzazioni sui social e non frutto di dati e statistiche documentati e attendibili – ha sottolineato il presidente Bechis – fotografa quella che e’ una situazione critica da molto tempo: non lo scopriamo certo oggi. La classifica citata si concentra sulle principali attrattive turistiche dove piccoli centri storici sono meta quotidiana di ingenti flussi turistici. Lo storico su Verona mostra infatti decine e decine di foto con batterie di cassonetti formate da molti contenitori ad accesso libero, stipate di sacchi neri di rifiuti indifferenziati. E lo hanno sempre confermato anche i dati: una raccolta differenziata ferma da decenni attorno al 50%, peggior capoluogo Veneto, condizione che oltre al costo ambientale presenta un conto economico che ricade direttamente sui cittadini, anche attraverso la Tari». L’indagine ha preso in esame le 100 citta’ incluse nel Top 100 City Destinations Index di Euromonitor che comunque conferma coma la citta’ di Verona si stia sviluppando sempre di piu’ a livello turistico affermando la propria immagine per i visitatori di tutto il mondo. Tuttavia, i rifiuti e la sporcizia si trovano dove ci sono le persone. E piu’ persone significano piu’ rifiuti e sporcizia che non sempre sono semplici da smaltire o differenziare. «Un trend durato per decenni che finalmente stiamo progressivamente invertendo – prosegue Bechis – incrementando la raccolta differenziata alle attivita’ commerciali della citta’ antica con servizi mirati come il porta a porta e i punti di raccolta dedicati e pianificati secondo le esigenze delle attivita’ stesse. In dicembre, inoltre, per la prima volta e’ stato attivato anche il servizio ispettivo domenicale. Uguale l’impegno anche nei quartieri, con la graduale introduzione del sistema combinato (cassonetti ad accesso controllato e servizio porta a porta). E’ un cambiamento storico, non semplice: emergono criticita’ quotidiane che vanno gestite e mitigate, e su questo siamo seri e concreti con continue rimodulazioni, puntando a un servizio che possa essere migliore e piu’ efficiente. Il sistema funziona solo se tutti fanno la propria parte: oltre all’azienda, il Comune che prende decisioni purtroppo in passato mai prese, i cittadini e cittadine con comportamenti e conferimenti corretti. Puntare il dito e’ facile, passare dalle parole ai fatti affrontando le criticita’ lo e’ molto meno ma noi abbiamo scelto questa seconda opzione», ha concluso il presidente di Amia Roberto Bechis.



