Bentegodi, via libera al progetto dell’Hellas. Marangona bocciata. Tommasi conferma alla FIGC la candidatura 2032

La Giunta, nel corso della seduta odierna, facendo seguito alla presentazione il 3 luglio scorso da parte della società Hellas Verona FC di una manifestazione preliminare di interesse per la riqualificazione dello Stadio Marcantonio Bentegodi nell’attuale sito, ha deliberato, in conformità con quanto previsto dai documenti di programmazione dell’ente, di accogliere la richiesta formalizzata dalla società gialloblu.

L’iter, secondo la proposta della società sportiva, prevede ora la presentazione di uno studio di fattibilità e di un progetto preliminare entro il mese di settembre. La conferma della sussistenza di un interesse pubblico preliminare all’elaborazione di una proposta di finanza di progetto conferma la volontà dell’Amministrazione Tommasi nel proseguire il percorso intrapreso sul finire del 2022 con l’inserimento di Verona tra le possibili sedi di gara dei Campionati Europei 2032. A tal proposito, nella giornata odierna, il Comune di Verona ha altresì trasmesso una comunicazione alla FIGC, informando la Federazione delle novità intervenute e fornendo un aggiornamento relativamente alle possibili tempistiche dell’intervento.

Contemporaneamente, con Comunicazione n. 1184, il Sindaco di Verona ha dato informazione delle risultanze della preliminare verifica istruttoria effettuata dalle Direzioni competenti relativamente alla proposta di partenariato pubblico privato giunta al Comune di Verona il 10 luglio scorso da uno dei soggetti che avevano presentato una manifestazione preliminare di interesse nei mesi scorsi. Il Sindaco ha comunicato che dal verbale contenente gli esiti dell’istruttoria emerge che non sussistono i presupposti per la convocazione della Conferenza dei Servizi preliminare di cui all’art. 4 del D.Lgs. 38/2021 (cd. Legge Stadi).

La proposta, che individua nell’area della Marangona il sito in cui realizzare il nuovo stadio, non risulta conforme dal punto di vista urbanistico ed in contrasto con le previsioni del PAQE e con le relative disposizioni applicative approvate con l’Accordo di Programma ratificato dal Consiglio Comunale. Dal punto di vista della sostenibilità economica-finanziaria, l’intervento risulta insostenibili.

Infatti, oltre a presentare delle lacune non conteggiando alcuni costi (quali il necessario interramento degli elettrodotti, le opere di urbanizzazione primaria, le bonifiche ambientali in seguito alla demolizione dell’attuale stadio, i costi di esproprio delle aree private) e non dettagliando la previsione degli introiti, prevede un interevento pubblico di circa 180 milioni di euro. Infine la proposta di realizzare uno stadio in un’area diversa da quella dell’attuale sedime su cui insiste lo Stadio Marcantonio Bentegodi non è coerente con gli obiettivi dell’Amministrazione Comunale previsti nei documentati programmatori del Comune di Verona.