Bluvolley, un esempio. Magrini e il sogno proibito La società veronese, griffata Calzedonia da anni insegue i suoi obiettivi senza fare mai il passo più lungo della gamba. L’arrivo di Rado Stojcev come coach

A piccoli passi. Senza esagerare. “E’ l’unica strada che conosco”, osserva il presidente, Stefano Magrini. “Anche la pallavolo la regole precise, non puoi sgarrare. Non vogliamo rinunciare ai nostri sogni, ma non vogliamo fare il passo più lungo della gamba”. Però, voglia o non voglia, Calzedonia da anni è un esempio concreto di saggia gestione societaria. “La nostra politica è questa, non ci può essere un uomo solo al comando, ma un gruppo di imprenditori che ci credono e che uniscono le forze”. Magrini spiega così la realtà Calzedonia, un esempio che potrebbe servire, ad esempio, anche ad altre realtà. Da anni, giusto per non andare lontano, Giuseppe Vicenzi auspica questo per il basket. E Magrini va ancora più in là. “Io credo che la soluzione, per tutti, possa essere una grande Polisportiva. Ho visitato di recente, a Lisbona, la Polisportiva del Benfica, no una società di serie B. Uno spettacolo. Forze unite nel segno dello sport. Perchè il gioco di squadra dovrebbe essere prevalente e invece da noi siamo ancora all’età dei campanili”. Non la Bluvolley, comunque. Da anni a ridosso delle grandi, sempre sul davanzale del grande volley, in attesa di “andarci dentro”. Tempo al tempo. “L’arrivo di Stojcev come coach ci dovrebbe dare una spinta in più, anche come valorizzazione dei giovani” osserva ancora Magrini. “Lui è un mago in questo senso e una società come la nostra non può prescindere da questo aspetto. Per questo abbiamo deciso la svolta tecnica…”. Non che prima, ci fossero nomi di secondo piano, anzi. Grbic, prima ancora Giani, gente che ha fatto la storia del volley, non dolo italiano e che Calzedonia non ha esitato a portare a Verona. Ora tocca a Rado Stojcev, uno dei “maghi” delle panchine, l’ennesima tappa verso il grande volley. “Sì, ma non vogliamo snaturare la società, nè alzare troppo l’asticella” sottolinea Magrini. “Il volley, come il calcio, come ogni sport, non è una scienza esatta, anzi. Spesso si diverte a scombinare le carte, a confondere i pronostici. Noi vogliamo crescere per gradi, mettere radici profonde, promuovere questo sport e far innamorare la città, i ragazzi, i bambini…”. Magrini parla di calcio, il suo primo grande amore. Calcio uguale Hellas. Spesso gli capita di incontrare tifosi che lo spingono, lo stesso Pastorello, un giorno, gli ha scritto una dedica. “Mi fa piacere, questo è sicuro, vedere che la gente ti spinge e ha fiducia. Penso anche che un presidente veronese potrebbe dare qualcosa in più, in termini di passione, di presenza, di attaccamento ai colori. L’ho detto altre volte,l o ripeto qui. Se qualcuno ha voglia di sedersi attorno a un tavolo per ragionare sul futuro, io ci sono. Un sogno proibito? Ma no, l’Hellas è stata una passione giovanile, è la squadra della città, ma non si vive di sogni. Per sostenerla, per mettere radici in serie A, dove dovrebbe sempre stare, servono programmi chiari, altri imprenditori del territorio, che ci credano e abbiano voglia di impegnarsi. Un po’ com’è successo per la Bluvolley in questi anni”.

L.T.