Bolca e Val D’Alpone verso l’UNESCO: il ministro Mazzi a Verona per sostenere la candidatura

Si è aperta oggi, nella sede della Camera di Commercio di Verona, una settimana decisiva per il futuro di Bolca e della Val d’Alpone (Bolca and the Val d’Alpone – Eocene Marine Ecosystems), che puntano a entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO con il loro straordinario patrimonio paleontologico e geologico.

Tra i presenti anche il presidente della Camera di Commercio di Verona Paolo Arena, il direttore di DVG Luca Caputo, il sindaco di Verona Damiano Tommasi, la consigliera regionale Elisa De Berti, l’assessora alla Cultura del Comune di Verona Marta Ugolini, rappresentanti delle Province di Verona e Vicenza, sindaci e amministratori del territorio.

Ad aprire i lavori Giamberto Bochese, presidente dell’ATS “Val d’Alpone – faune, flore e rocce del Cenozoico”, l’associazione che promuove la candidatura.

Un percorso sostenuto fin dall’inizio da Destination Verona & Garda Foundation, che partecipa attivamente alla candidatura e guarda già oltre il possibile riconoscimento: l’obiettivo è costruire una destinazione capace di valorizzare questo patrimonio, renderlo fruibile ai visitatori e garantirne la conservazione, conciliando sviluppo turistico, sostenibilità ed esigenze delle comunità locali.

La presenza del ministro Mazzi, che aveva già accompagnato la candidatura nel suo precedente incarico di sottosegretario alla Cultura con delega all’UNESCO, conferma l’attenzione nazionale verso un progetto che coinvolge istituzioni, comunità e mondo scientifico.

“Sono stato un sostenitore di questa candidatura fin dall’inizio, non soltanto perché riguarda il territorio da cui provengo, ma perché ne ho approfondito il valore scientifico”, ha dichiarato Mazzi. “Si tratta di un sito veramente unico al mondo. Quando ci sono fondamenti scientifici così forti e comunità tanto appassionate, è giusto che chi ha responsabilità istituzionali metta tutto il proprio impegno per arrivare al risultato. Sono molto ottimista e confido che questo percorso possa concludersi con il riconoscimento”.

La decisione è attesa tra il 27 giugno e il 9 luglio 2027, quando il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO si riunirà a Istanbul.

Prima, però, sarà fondamentale il lavoro avviato oggi da Dam Tormey, che nei prossimi giorni visiterà i siti della candidatura, incontrerà istituzioni e comunità e approfondirà gli aspetti scientifici, la tutela e le prospettive di gestione del patrimonio.

La candidatura “Bolca and the Val d’Alpone – Eocene Marine Ecosystems” riguarda un patrimonio articolato nei siti di Bolca, San Giovanni Ilarione e Roncà, attraverso i quali è possibile ricostruire gli ecosistemi marini dell’Eocene e alcuni passaggi fondamentali della storia della vita sulla Terra.

Un patrimonio che, in caso di riconoscimento UNESCO, potrà rappresentare anche una straordinaria opportunità per l’intero territorio veronese, a condizione di accompagnarne la valorizzazione con strumenti adeguati di gestione.

È su questo fronte che si inserisce il lavoro di Destination Verona & Garda Foundation, presente oggi alla Camera di Commercio con il direttore Luca Caputo e direttamente coinvolta nella presentazione del progetto di candidatura, con un approfondimento dedicato agli strumenti per la gestione dell’esperienza di visita e al turismo responsabile.

Il nostro ruolo non si esaurisce nella promozione e nella comunicazione, ma riguarda anche la governance della destinazione”, spiega Luca Caputo, direttore di Destination Verona & Garda Foundation. “Soprattutto in siti così fragili è fondamentale trovare un equilibrio tra le esigenze della comunità locale, quelle dei turisti e la sostenibilità del patrimonio stesso. È questo il contributo che DVG sta portando alla candidatura e che intendiamo continuare a sviluppare anche nelle fasi successive”.

Un impegno che si traduce anche in progettualità concrete. DVG è infatti al fianco del Comune di Vestenanova in un progetto di livello nazionale, attualmente in attesa dell’esito della graduatoria, che punta a lavorare non soltanto sulla promozione del sito di Bolca, ma anche sulla sua gestione e sostenibilità.

Dopo la presentazione del progetto scientifico e del piano di gestione, la missione proseguirà domani a Bolca, mercoledì al Museo di Storia Naturale di Verona, giovedì con la visita a un altro sito della candidatura e al Museo dell’Università di Padova, venerdì a Roncà, tra la Val Nera, il museo e l’incontro con le associazioni. La conclusione è prevista sabato mattina.

Il Comitato si riunirà una prima volta a novembre e potrà richiedere ulteriori informazioni entro gennaio. Una seconda riunione è prevista a marzo, prima della formulazione del parere finale da trasmettere all’UNESCO.

Le fondamenta scientifiche, l’unicità e l’eccezionale valore del sito ci sono”, ha sottolineato Giamberto Bochese, presidente dell’ATS. “Ora stiamo lavorando anche sugli aspetti legati alle proprietà dei terreni e alle autorizzazioni necessarie per la gestione e l’accesso agli affioramenti”.

Il riconoscimento UNESCO aprirebbe nuove prospettive non soltanto per Bolca e la Val d’Alpone, ma per un territorio più ampio, offrendo occasioni di sviluppo legate alla ricerca scientifica, alla cultura, al turismo e all’occupazione.

Una prospettiva sottolineata anche dall’assessore regionale veneto con delega UNESCO Marco Zecchinato, che ha evidenziato la forza della partecipazione istituzionale e delle comunità locali: “Se la candidatura andrà a buon fine, per questo sito si aprirà una finestra sul mondo. Significa attrarre interesse, persone e risorse da investire sul territorio, creando anche nuove opportunità di occupazione per i giovani”.