Borsa, Banco BPM e Unicredit trainano la ripresa del listino

(Rfg) La settimana finanziaria si avvia alla conclusione con un tentativo di rimbalzo per i listini europei. Dopo i cali della seduta precedente le borse del Vecchio Continente aprono in territorio positivo. Oggi i prezzi del greggio sono in ribasso (-0,3% a 108,33 dollari al barile il Brent a maggio, -1,15% a 94,45 dollari il Wti di pari scadenza), dopo che Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che Israele non attaccheà’ piu’ i giacimenti di gas e petrolio dell’Iran, su richiesta del presidente americano Donald Trump. Intanto, però, Teheran ha colpito una raffineria in Kuwait, quindi resta da capire se seguiranno rappresaglie in risposta. Nel corso della mattina il petrolio ha ripreso forza e si è riportato sopra i 109$ al barile. Queste le borse europee: FTSE MIB: +0,92% apertura a quota 44.078 punti, in recupero dopo aver chiuso la seduta di ieri a 43.701 punti (-2,32%). DAX 40: Avvio tonico con un progresso dell’1,0% a 23.069 punti spinto dal settore tecnologico, in particolare dal 5,42% di Infineon. CAC 40: In rialzo dello 0,6% a 7.859 punti, trainato dai comparti finanziari e industriali. FTSE 100 (Londra): Mostra una progressione più contenuta del +0,4% sopra i 10.100 punti. Bene il settore finance, in rosso il settore dell’energia e minerali.

Aggiornamento Wall Street

Wall Street ha chiuso la sessione del 19 marzo con ribassi frazionali, ma i futures odierni segnalano una stabilizzazione tecnica: S&P 500: chiude la sessione di giovedì a 46.021 punti (-0,44%). Nasdaq 100 Futures: Appaiono volatili ma tentano il consolidamento dopo la correzione di ieri.

Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVar. 24hVar. 1 Anno
Petrolio Brent109,87 $/Bbl+1.14%+52,27%
Oro4.677,34 USD/t.oz$/t.oz+0,85%+55,05%
Gas TTF (Europa)61,78 €/MWh-0,25%+45,80%
Argento72,96 $/t.oz+0,21%+121,04%

Calendario macroeconomico

Recap dati rilevanti di ieri. USA – Vendite nuove abitazioni: a gennaio, le vendite di nuove case unifamiliari, negli Stati Uniti, hanno registrato un tasso annuo destagionalizzato di 587.000 unita’, in ribasso del 17,6% rispetto al mese precedente e dell’11,3% rispetto a un anno prima. Le stime erano per un dato a 721.000. La stima destagionalizzata delle nuove case in vendita alla fine di gennaio 2026 era di 476.000 unita’.

Questo dato e’ superiore dello 0,4% rispetto alla stima di dicembre 2025 e inferiore del 4% rispetto alla stima di gennaio 2025. Le scorte sono pari a 9,7 mesi, al tasso di vendita attuale. Il prezzo mediano di vendita era di 400.500 dollari, inferiore del 4,5% rispetto al prezzo di dicembre e inferiore del 6,8% rispetto al prezzo di gennaio 2025. Il prezzo medio di vendita delle nuove case vendute a gennaio 2026 e’ stato di 499.500 dollari, un valore inferiore del 5,9% rispetto al prezzo di dicembre e del 3,6% rispetto al prezzo di gennaio 2025. In Europa i dati restano in linea con le previsioni degli analisti, dai tassi d’interesse svizzeri al tasso sui depositi in Europa.

Focus Italia

Sull’azionario milanese, nuovo brusco calo per Inwit (partito in discesa del 2,5%, e’ arrivato rapidamente a perdere l’8,9%, dopo essere anche stato brevemente fermato per eccesso di ribasso) dopo la revisione al ribasso della guidance 2026 e del medium-term outlook, decisa dal Cda che si e’ riunito per analizzare lo stato dei rapporti con Tim e Fastweb+Vodafone e la jv da loro annunciata per costruire fino a 6000 torri, ritenuta “in contrasto con gli Msa” che ci sono con Inwit. Inwit, insieme a Eni (-0,65%), e’ tra i pochissimi titoli in calo sul Ftse Mib, dove accelerano invece Buzzi (+3,35%) e le banche, in particolare Mediobanca (+3,5%), Mps (+3,26%), Banco Bpm nel grafico qui sopra (+2,98%) e UniCredit (+2,45%), dopo che Moody’s ha confermato il rating A3, con outlook stabile dopo l’offerta su Commerzbank. Ancora in luce il lusso, con Moncler a +1,9%.