Piazza Affari ha «preso beneficio» sul titolo Banco BPM dopo il massimo raggiunto ieri alla vigilia delle ottime notizie rilasciate nella serata di ieri a mercati chiusi. E’ infatti un esercizio da incorniciare quello che si chiude per Banco BPM. L’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha archiviato il 2025 con un utile netto di 2,08 miliardi di euro, in crescita dell’8,4% rispetto all’anno precedente e ben oltre le attese del mercato e la guidance interna, ferma a 1,95 miliardi. Un risultato «trainato» dalla forza commerciale e dalla disciplina sui costi, che permette alla banca di premiare gli azionisti con un dividendo tondo: 1 euro per azione, che ai prezzi medi dell’ultimo anno garantisce un rendimento del 9%. I numeri raccontano la trasformazione di Piazza Meda da banca commerciale tradizionale a polo finanziario diversificato. La mossa decisiva e’ stata l’integrazione di Anima Holding: le commissioni nette sono volate a quasi 2,5 miliardi di euro (+21,4%), diventando il vero motore dei ricavi mentre il margine di interesse inizia fisiologicamente a stabilizzarsi. Il quarto trimestre ha confermato il trend: nonostante il calo dei tassi, le commissioni sono cresciute del 7,5% rispetto ai tre mesi precedenti, segno che la «fabbrica prodotto» interna sta gia’ girando a pieno regime. L’esercizio 2025 e’ stato segnato, a livello strategico e contabile, dal tentativo di acquisizione da parte di UniCredit tramite un’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) totalitaria sulle azioni di Banco BPM. La vicenda si e’ conclusa il 22 luglio 2025, data in cui UniCredit ha annunciato formalmente il ritiro dell’offerta. Sebbene l’operazione non sia andata in porto, essa ha lasciata una traccia visibile nel bilancio annuale: Banco BPM ha infatti riportato tra le componenti negative di reddito degli oneri «non ricorrenti», classificati all’interno della voce «Oneri di ristrutturazione aziendale». Tali costi sono stati sostenuti specificamente per attivare misure legali e finanziarie volte a tutelare gli interessi degli azionisti e l’autonomia della banca durante la pendenza dell’offerta. Sul fronte dello stato patrimoniale, Banco BPM si presenta con «le spalle larghe». Il CET1 Ratio Pro Forma, ossia il principale indicatore di solidita’ di una banca che misura il rapporto tra il capitale ordinario di alta qualita’ della banca e le sue attivita’ ponderate per il rischio, e’ salito al 13,76%, ben al di sopra del requisito minimo del 13% fissato dal piano industriale. Migliora ancora la qualita’ del credito: l’NPE ratio netto e’ sceso all’1,22% e il costo del rischio si e’ ridotto a 40 punti base, nonostante la banca abbia approfittato dell’ultimo scorcio dell’anno per spesare accantonamenti prudenziali su portafogli in via di cessione. Parallelamente alla crescita esterna, il Gruppo ha perseguito un’intensa attivita’ di semplificazione societaria, focalizzata principalmente sulla creazione di un polo assicurativo unico ed efficiente. E’ stata perfezionata la fusione per incorporazione di Banco BPM Assicurazioni S.p.A. in Piu’Vera Assicurazioni S.p.A., divenuta efficace ai fini civilistici il 1 novembre 2025 riducendo le duplicazioni nelle compagnie danni. L’autorita’ di vigilanza (IVASS) ha autorizzato il 20 gennaio 2026 la fusione per incorporazione di Vera Vita S.p.A. nella capogruppo assicurativa Banco BPM Vita S.p.A.. Questa operazione, la cui efficacia e’ prevista per maggio 2026, mira a centralizzare definitivamente le attivita’ del ramo vita, ottimizzando la gestione del capitale e riducendo i costi operativi della struttura assicurativa integrata. La guidance per il 2026 e’ mantenere l’utile netto sopra la soglia dei 2 miliardi, in linea con la traiettoria che porta al target di 2,15 miliardi previsto per il 2027.
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