Brutale aggressione sulle mura: ai domiciliari quattro giovani, accusati di tentato omicidio e rapina aggravata

A Verona e provincia, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con l’applicazione del dispositivo del “braccialetto elettronico”, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari scaligero. La misura ha interessato quattro giovani, di età compresa tra i 20 e i 25 anni: un cittadino pakistano, uno dominicano e due italiani, tutti ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di tentato omicidio e rapina pluriaggravata dall’uso di armi; tre sono già stati arrestati, mentre sono tuttora in corso attive ricerche del quarto.

Le indagini condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Verona, supportate dai rilievi della Polizia Scientifica, dall’analisi dei filmati di videosorveglianza, dei tabulati telefonici e da diverse intercettazioni, hanno permesso di ricostruire una vera e propria “spedizione punitiva”, maturata nell’ambito di pregressi contrasti legati al piccolo spaccio e di alcuni commenti ritenuti inappropriati che la vittima avrebbe rivolto alla fidanzata di uno degli indagati. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il gruppo avrebbe attirato in un luogo appartato e buio la vittima, un giovane veronese di 23 anni, e l’aggressione si sarebbe consumata con inusitata violenza: il gruppo, infatti, avrebbe colpito ripetutamente la vittima al volto con calci e pugni, anche utilizzando un tirapugni in metallo, provocandole la rottura della mascella e la perdita di numerosi denti.

Il giovane, sanguinante sul ciglio del terrapieno, sarebbe stato spinto con forza nel vuoto, precipitando sulla strada sottostante da un’altezza di circa 7/8 metri. Gli indagati, tra le altre cose, avrebbero rapinato il ragazzo del denaro contante e dei suoi effetti personali. A seguito della caduta, il ventitreenne ha riportato la frattura esposta del femore e della rotula, subendo un trauma craniofacciale che gli ha causato un’invalidità permanente.