Il Vecchio Continente inizia le contrattazioni all’insegna dell’incertezza, riflettendo le turbolenze provenienti dalle piazze asiatiche e da Wall Street. Il clima di mercato è frenato non solo dai dubbi sulla tenuta degli utili societari, ma soprattutto dall’escalation del conflitto asimmetrico che coinvolge Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz. Questa via di transito vitale per le rotte petrolifere e per il gas naturale liquefatto (GNL) rappresenta un collo di bottiglia sistemico che minaccia di reintrodurre una dinamica di “stagflazione” in Europa.
- DAX 40: -0,09% a 25.438 punti: Francoforte parte in negativo registrando una debolezza guidata dai settori manifatturiero e chimico. Il mercato azionario tedesco sconta un approccio attendista in vista della pubblicazione odierna dei dati sul PIL del secondo trimestre, ma soprattutto dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di luglio. Le stime di consensus prevedono un’accelerazione dell’inflazione dal 2,3% al 2,7% su base annua. Questa prospettiva pesa sulle valutazioni delle aziende energy-intensive e dei titoli industriali orientati all’esportazione, comprimendone le stime sugli utili.
- CAC 40: +0,69% a 8.436 punti. La piazza parigina mostra una resilienza marginalmente superiore rispetto al DAX, sostenuta dalla tenuta di alcune blue chip del lusso e da dati macroeconomici leggermente più rassicuranti sul fronte domestico. L’inflazione francese ha mostrato nei mesi precedenti una tendenza al rallentamento toccando l’1,8%, offrendo un limitato cuscinetto di ottimismo. Tuttavia, il settore dell’aerospazio e della difesa risente delle fluttuazioni dei budget governativi europei e della cautela sugli ordinativi.
- FTSE 100: +0,58% a 10.971 punti. L’attenzione degli investitori è interamente catalizzata sull’imminente decisione sui tassi della Bank of England (BoE), prevista per il primo pomeriggio. Il consensus indica che il comitato di politica monetaria manterrà il tasso di riferimento al 3,75% con un voto di 7 a 2, rimandando i tanto attesi tagli a causa delle pressioni inflazionistiche strutturali legate all’aumento dei costi logistici e all’irrigidimento del mercato del lavoro post-Brexit.
- FTSE MIB: +0,09% a 51.458 punti L’indice principale di Piazza Affari inizia le contrattazioni in negativo per poi ristabilirsi vicino alla parità. Milano sconta una marcata debolezza del comparto tecnologico, trascinato al ribasso dalla correzione di STMicroelectronics, che riflette i timori globali sul rallentamento della spesa per i semiconduttori. Inoltre, si osserva una certa volatilità sul comparto bancario (che rappresenta il motore del listino italiano) dovuta all’allargamento dello spread BTP-Bund. Il listino è parzialmente bilanciato dal rally fisiologico dei titoli legati all’energia, in primis Eni, che beneficiano direttamente del surriscaldamento dei prezzi del petrolio. Male Prysmian e Stellantis mentre Campari vola a +3,96% dopo la pubblicazione di ieri delle semestrali.
Materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione 24h | Variazione YTD |
| Oro (Gold) | 4.066 USD/t.oz | -0.01% | -5,84% |
| Argento (Silver) | 57,77 USD/t.oz | +0.28% | -18,95% |
| Petrolio Brent | 91,23 USD/Bbl | +0,62% | +49,62% |
| Petrolio WTI | 84,29 USD/Bbl | -0,23% | +47,31% |
| Gas Naturale TTF (EU) | 59,43 EUR/MWh | -1,86% | +111,21% |
Eventi Macro-Finanziari in Programma Oggi
| Ora (CEST) | Area Geografica | Evento Macroeconomico | Attesa (Consensus) | Dato Precedente |
| 09:00 | Spagna | PIL Trimestrale (Q2) | +0,6% | +0,6% |
| 10:00 | Germania | PIL Trimestrale (Q2) | +0,1% | +0,3% |
| 10:00 | Italia | PIL Trimestrale (Q2) e Annuale | +0,1% (T: +0,7%) | +0,3% (T: +0,8%) |
| 11:00 | Eurozona | PIL Trimestrale e Annuale (Q2) | +0,2% (T: +0,5%) | -0,2% (T: +0,3%) |
| 11:00 | Eurozona | Indice Fiducia Consumatori (Luglio) | -15,9 | -17,6 |
| 13:00 | Regno Unito | Decisione Tassi di Interesse (BoE) | 3,75% | 3,75% |
| 14:00 | Germania | Indice Prezzi al Consumo (CPI) YoY | 2,7% | 2,3% |
| 14:30 | Stati Uniti | Spese per Consumi Personali (PCE) | 0,4% (MoM) | 0,7% (MoM) |
| 14:30 | Stati Uniti | Richieste Sussidi di Disoccupazione | 206K | 187K |
| 14:30 | Stati Uniti | PIL Trimestrale Annualizzato (Q2) | 2,3% | 2,1% |
Focus Italia
Il mercato finanziario italiano mostra dinamiche complesse, diviso tra l’aumento dei rendimenti obbligazionari sovrani e il dinamismo del settore corporate e delle operazioni M&A. Si riaccendono le tensioni sul mercato obbligazionario: lo spread BTP-Bund sale a 83,6 punti base e il rendimento del BTP decennale supera il 4,00% (attestandosi al 4,04%), a fronte del 3,15% del Bund. L’impennata dei costi energetici alimenta i dubbi sulla disinflazione, spingendo a prevedere politiche restrittive della BCE (attualmente al 2,25%) più durature.
Questo rialzo accresce il costo del debito per il MEF e del credito per le PMI. La vulnerabilità è parzialmente mitigata dalle emissioni retail del BTP Valore (con cedole fino al 3,80%), volte a stabilizzare il debito pubblico presso le famiglie. Parallelamente, la stima preliminare del PIL italiano del Q2 2026 registra una crescita dello 0,2% congiunturale e dell’1,0% tendenziale. Trainata dai servizi a fronte di una manifattura debole, la crescita acquisita per il 2026 sale allo 0,8%, delineando un atterraggio morbido per l’economia.
La semestrale di Campari Group

Campari Group archivia il primo semestre del 2026 con vendite nette a 1,512 miliardi di euro, sopra le stime degli analisti per 1,499 miliardi, in calo dell’1% su variazione totale ma in aumento del 2,7% organicamente. Il titolo cresce del 3,58% a 6.12 euro.
A influire è l’effetto perimetro del 2%, principalmente ascrivibile alla cessione di Cinzano, e l’effetto cambio che pesa per l’1,8%, riconducibile principalmente al dollaro americano. L’utile netto del Gruppo-rettificato è pari a 226 milioni, in aumento del +4,7%, mentre l’utile netto del Gruppo è pari a 129 milioni (-37,7%). Il margine lordo ammonta a 946 milioni, corrispondente al 62,6% delle vendite nette, in aumento del +1,3% su variazione totale. In termini organici, il margine lordo è cresciuto del +4,8%, con un miglioramento della marginalità di 130 punti base.
L’Ebit-rettificato si attesta a 358 milioni (23,7% delle vendite nette), in aumento del +1,8% su variazione totale (+8,5% organico), generando un incremento del margine di 130 punti base, mentre l’Ebitda-rettificato è pari a 430 milioni, in crescita del +6,5% a livello organico e del +0,8% su variazione totale. L’Ebitda ammonta a 322 milioni (-22,7%). L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2026 è pari a 2,068 miliardi. Il multiplo di debito finanziario netto rispetto all’Ebitda-rettificato è pari a 2,6 volte, rispetto a 3,2 volte al 30 giugno 2025 e a 2,5 volte al 31 dicembre 2025.



